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lunedì 1 giugno 2015

L'indipendenza slovena


Nel 1991 in Slovenia un referendum dichiarò l'indipendenza, ma l'Armata Popolare Jugoslava rispose con l'esercito per riprendere il controllo delle frontiere. Iniziò così la prima guerra in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale, che si concluse (Guerra dei dieci giorni) in poco più di una settimana, essendo la nazione etnicamente compatta e sostenuta politicamente dal Vaticano di Giovanni Paolo II, dall'Austria e dalla Germania, che si impegnò subito a riconoscerne l'indipendenza e spinse perché anche l'intere CEE facesse lo stesso.
L'8 luglio vennero firmati gli accordi di Brioni, che prevedevano l'immediata cessazione di ogni ostilità dell'esercito jugoslavo in Slovenia.

La guerra delle Falkland


Nel giugno 1982 l'Argentina guidata da Leopoldo Galtieri invase le Malvine scatenando la reazione della Gran Bretagna che organizzò una task force navale e riconquistò le isole dopo violenti scontri.

venerdì 29 maggio 2015

Le guerre del medio Oriente


Nel 1956 un conflitto  definito Crisi di Suez fu provocato dalla reazione dell'Egitto nei confronti dell'occupazione militare del Canale di Suez da parte di Francia, Regno Unito e Israele. La crisi si concluse quando l'URSS minacciò di intervenire al fianco dell'Egitto e gli Stati Uniti, temendo l'allargamento del conflitto, costrinsero inglesi, francesi e israeliani al ritiro.
Nel 1967, invece, scoppiò la cosiddetta Guerra dei 6 giorni che fu combattuta da Israele contro Egitto, Siria, Giordania. L'Iraq, l'Arabia Saudita, il Kuwait e l'Algeria sostennero militarmente i paesi arabi, ma in sei giorni Israele vinse occupando i territori palestinesi.
La prima guerra del Golfo (1990-1991) fu combattuta tra l'Iraq ed una coalizione di 35 Stati organizzati dall'ONU e guidati dagli USA, che difendeva la sovranità del Kuwait, invaso dall'Iraq. Le operazioni di guerra furono coordinate dalla missione denominata Desert Storm.

mercoledì 27 maggio 2015

L'indipendenza delle colonie francesi


Le colonie francesi dell'estremo oriente riuscirono a conquistare l'indipendenza dopo un lungo conflitto durante il quale bisogna ricordare che il Fronte dell'indipendenza dopo un lungo conflitto sconfisse pesantemente l'esercito francese. Da questo conflitto (Guerra d'Indocina) nacquero nel 1954 Vietnam, Cambogia e Laos.
Tra le colonie africane, invece la Libia ottenne l'indipendenza, grazie all'ONU, nel 1951, ma l'Algeria ottenne l'autonomia solo dopo anni di sanguinosa guerriglie che durò dal 1954 al 1962 (Guerra d'Algeria) combattuta dal Fronte di liberazione Nazionale .
Anche in Marocco e in Tunisia si costituirono movimenti nazionalisti che, nonostante la repressione da parte della Francia, nel 1956 portarono quei paesi all'indipendenza.

lunedì 25 maggio 2015

L'indipendenza indiana


In India il movimento indipendentista era guidato dal Partito del Congresso nazionale indiano ed era caratterizzato da azioni di protesta non violenta ispirate da Gandhi (detto Mahatma, grande anima). Nel 1935 il governo britannico concesse alla colonia l'autonomia amministrativa e l'allora vicerè, Lord Mountbatten, riuscì ad accodarsi con il Partito del Congresso e con la Lega musulmana per divider l'India in due stati autonomi. Nel 1947 l'India al cui governo c'era Javaharlal Nehru ottenne l'indipendenza e i territori a prevalenza musulmana costituirono il Pakistan.

La decolonizzazione


La decolonizzazione è quel processo che ebbe inizio alla fine della seconda guerra mondiale nei territori e da parte dei popoli che le potenze europee avevano colonizzato in Asia e in Africa. Nel secondo dopoguerra, infatti, le potenze europee erano troppo indebolite per mantenere il controllo delle loro colonie, dove, tra l'altro, nel periodo tra le due guerre erano nati i primi movimenti o partiti nazionalisti e si erano diffusi i sentimenti nazionali.
Nel 1941 la Francia aveva riconosciuto formalmente l'indipendenza del Libano e della Siria.
Nel 1942 in India Gandhi promosse l'indipendenza dalla Gran Bretagna e nel 1943 fu emanato il Manifesto del popolo algerino con la richiesta della decolonizzazione ad opera del leader nazionalista algerino Abbas.
Le modalità di decolonizzazione variarono anche a seconda delle politiche adottate a riguardo dai paesi europei:
- la Gran Bretagna aveva cominciato il processo di decolonizzazione già nel ventennio 1919-1939 con il tentativo di associare i diversi dominions al Commonwealth in seguito accordò l'indipendenza alle sue colonie, agevolando il passaggio dei poteri alle forze nazionaliste locali tramite trattati;
. la Francia si oppose ai movimenti di liberazione, spesso con dure guerre.

Dalla Distensione alla fine della Guerra Fredda


Dagli anni Settanta, poi, si iniziò una politica detta della distensione caratterizzata dai SALT (Negoziati per la limitazione degli armamenti strategici).
Il processo di distensione, però, fu arrestato a causa dell'invasione sovietica dell'Afghanistan nel 1979 e dall'imposizione della legge marziale in Polonia nel 1981 finalizzata ad arginare la protesta promossa dal movimento democratico Solidarność.
Questi avvenimenti influenzarono la decisione del governo statunitense che non ratificò il trattato SALT II e, poi, sotto la presidenza di Ronald Reagan, riprese la competizione nucleare, con il progetto dello scudo di difesa spaziale ed il sostegno ai movimenti di resistenza ai regimi comunisti in America latina, Asia e Africa.
La situazione migliorò quando nel 1985 il potere in URSS andò nella mani di Michail Gorbaciov, esponente di punta di una nuova generazione di leader politici,  che con le parole d'ordine glasnost (trasparenza) e perestroijka (ricostruzione) riformò profondamente il sistema sovietico tanto da far cessare le tensioni tra Est e Ovest (con la sottoscrizione di nuovi accordi sul disarmo nucleare e convenzionale). L'evento che in maniera simbolica sancì la fine della Guerra Fredda  fu la caduta del muro di Berlino nel novembre del 1989 con la successiva riunificazione delle due Germanie nel 1990.