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venerdì 10 ottobre 2014

La condizione femminile e operaia

autrice: Brussolo Francesca

Con la nascita della società di massa, nasce da parte di tutta la popolazione il desiderio di partecipare alla vita politica. Presto si arrivò al suffragio universale maschile (in Italia solo nel 1918), per questo in molti paesi le donne si associarono per "lottare", per questo diritto. 
In Inghilterra le femministe che rivendicavano questo diritto vennero chiamate "suffragette". In Inghilterra le donne poterono votare dal 1918, mentre in Italia dovettero attendere il 2 giugno del 1946.
Nello stesso periodo nascono i partiti di massa:
- i partiti socialisti, che raccoglievano la scontentezza per le ingiustizie sociali;
- i partiti cattolici;
- i partiti nazionalisti.
Inoltre crebbero e diventarono di massa le organizzazioni sindacali che cercarono di far valere i diritti dei lavoratori contro le classi dirigenti conservatrici.
Gli operai avevano ritmi di lavoro frenetici, potevano essere assunti e licenziati a seconda delle esigenze di produzione e lavoravano in ambienti malsani e tossici.

lunedì 6 ottobre 2014

...altri settori progrediscono

autore: Andrea Callegari

Le nuove macchine vennero create con  materiali innovativi, tra cui l' acciaio: nato dalla fusione di ferro e carbonio. Tale materiale venne utilizzato per la costruzione di grattacieli. 
Anche la chimica fece passi da gigante soprattutto per quanto riguarda i metodi di conservazione dei cibi e i medicinali. Tutto questo migliorò le condizioni di vita dei paesi occidentali, dove si espansero anche i mezzi di comunicazione (il telegrafo senza fili di Guglielmo Marconi) e di trasporto (navi di linea e treni).

venerdì 3 ottobre 2014

Le grandi invenzioni



Autore: Moises Luarez

Il processo di crescita industriale stimolò la ricerca scientifica: questa fu l' epoca degli inventori e del progresso tecnologico.
Vennero introdotte due nuove fonti di energia: l' elettricità e il petrolio, necessari per muovere le catene di montaggio.
Era il 1879 quando Thomas Edison inventò la lampadina.
L'elettricità  rivoluzionò la vita delle persone e delle città e i tram cominciarono a sferragliare sulle rotaie cittadine, e si misero a correre le prime metropolitane (Londra, Berlino, Parigi).
Nel 1860 Antonio Pacinotti aveva inventato la dinamo per produrre elettricità e nel 1880 Edison aveva costruito la prima centrale elettrica che sfruttava la forza delle cascate del Niagara.
Verso il 1870 Sigfried Marcus inventò un motore a combustione interna alimentato con un distillato del petrolio: la benzina.
Per sperimentarlo inventò il motore a scoppio. 
Nel 1885 Carl Benz lo montò sulla prima motocicletta.
L' anno successivo Daimler realizzò la prima auto, prodotta in piccola serie dal 1893.
Il 17 dicembre del 1903 i fratelli Wright  costruirono il primo aero che si staccò dal suolo, in Carolina del Nord in America.



lunedì 29 settembre 2014

La seconda rivoluzione industriale e il taylorismo

autrice: Beatrice Pizzolitto 

Le piccole industrie falliscono e nascono le gigantesche imprese multinazionali (trust) e i monopoli. La grande produzione in serie richiede una nuova concezione nell'organizzazione del lavoro: si inizia ad applicare ''l'organizzazione scientifica del lavoro'', teorizzata da Frederick Winslow Taylor. Secondo questa teoria il lavoro degli operai nelle fabbriche doveva essere diviso in tante semplici operazioni, in modo tale da aumentare il numero di pezzi prodotti, diminuendo il costo, in quanto non era richiesta manodopera specializzata. I profitti così sarebbero sicuramente cresciuti. 
Uno dei primi ad utilizzare questo sistema, chiamato "catena di montaggio", fu il produttore di automobili, americano, Henry Ford, nel 1913.  

martedì 17 maggio 2011

La piemontizzazione d'Italia e la nascita del brigantaggio

Come disse il ministro Massimo d'Azeglio: "fatta l'Italia, si devono fare gli Italiani", infatti ogni realtà territoriale aveva dialetti diversi, leggi diverse e situazioni economiche diverse: il Nord era industriale e sviluppato, mentre il Sud era agricolo e arretrato.
Il Piemonte cercò di "unificare" la nazione accentrando il potere nelle proprie mani: imponendo il servizio  militare obbligatorio, un prefetto in ogni regione e inviando poliziotti piemontesi.
Nel Sud si cominciarono ad organizzare bande di briganti, che ridotti alla fame dalla politica piemontese, iniziarono a compiere rapine e sequestri, con l'appoggio spontaneo della popolazione, fomentata dalla Chiesa e dai Borboni in esilio.

lunedì 16 maggio 2011

La breccia di Porta Pia: Roma capitale del Regno d'Italia

Nel 1864 i Savoia avevano spostato la capitale a Firenze. Nel 1870, dal momento che i Francesi sconfitti dai Prussiani non avrebbero più potuto difendere il Papa, un reparto di bersaglieri (guidati dal Generale Lamarmora) entrò a Roma dopo aver aperto un varco a Porta Pia (20 settembre).
L'anno dopo si stabilì che lo Stato Vaticano avrebbe posseduto solo una piccola parte di Roma, divenuta capitale del Regno d'Italia.
Il Papa Pio IX scomunicò il Re e "proibì " ai cristiani di partecipare alla vita politica.

Dalla Guerra Franco-Prussiana alla Comune di Parigi

La Francia, preoccupata della potenza crescente della Prussia, le dichiarò guerra.
Nel settembre del 1870 le truppe di Napoleone III furono sconfitte a Sedan. I Francesi persero così due regioni: l'Alsazia e la Lorena. Napoleone III scappò in Inghilterra e in Francia venne proclamata la Repubblica, controllata da forze moderate.
Poi i democratici e gli operai diedero vita a un governo chiamato COMUNE.
Questa esperianza durò dal 18 marzo al 28 maggio del 1871: era il primo modello di società socialista, fondata su idee di uguaglianza e giustizia sociale. 
Il governo conservatore prese di nuovo il potere e represse i comunardi con grande ferocia.