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lunedì 24 novembre 2014

La Guerra di trincea


Da subito si capì che non si trattava di una guerra lampo.
I Francesi avevano bloccato l'avanzata dei Tedeschi sul fiume Marna e il conflitto si era trasformato in una lenta guerra di posizione e di logoramento, combattuta nelle trincee che i soldati dei due schieramenti contrapposti scavarono per proteggersi.
Tra Francia e Germania, su quello che fu detto il fronte occidentale, morirono quattrocentomila soldati nel primo anno di guerra.
Nel 1916 ci fu un attacco Tedesco che durò 5 mesi (battaglia di Verdun) che si concluse con un nulla di fatto e seicentocinquantamila morti.
Sul fronte orientale la situazione era simile.
Sul fronte meridionale i Turchi ottomani aggredirono i Russi.
Nel mare del nord e nell' Oceano Atlantico, i nuovi sommergibili tedeschi colpivano le navi inglesi e poi americane, questo spinse gli Americani ad intervenire nel conflitto, al fianco dell'Intesa.

venerdì 21 novembre 2014

L'intervento dell'Italia


La scelta dell' Italia di non intervenire, di rimanere neutrale, venne accolta con favore dai liberali, dai socialisti moderati e dai cattolici, che formarono lo schieramento dei neutralisti.
Ma c' era una parte d' Italia che voleva intervenire nel conflitto, detta interventista: i nazionalisti di destra, i sindacalisti rivoluzionari, i repubblicani irredentisti, i radicali, gli anarchici, gli studenti gli intellettuali e gli industriali, che non vedevano l'ora di guadagnare con la produzione delle armi.
I neutralisti erano in  maggioranza, ma gli interventisti sapevano infiammare gli animi e manipolare l'opinione pubblica, anche attraverso mobilitazioni di piazza.
L'Italia aprì trattative con entrambi gli schieramenti. Gli inglesi promisero all'Italia Trento, Trieste, Sudtirol e parte della Dalmazia.
Il re Vittorio Emanuele e il primo ministro Antonio Salandra chiesero alla Camera di affidare i pieni poteri al governo che, senza più ascoltare il Parlamento, dichiarò guerra all' Austria, il 24 Maggio 1915. L' esercito italiano iniziò le operazioni di guerra comandato dal generale Luigi Cadorna.

Lo scoppio della Grande Guerra

Autori: Alessia Piasentin e Davide Patriarca

Nell'Europa dell'inizio del Novecento c'erano molte tensioni, dovute in particolar modo alla corsa imperialistica.
-La Germania era diventata una grande potenza e si era dotata  di una flotta per lanciarsi nelle conquiste coloniali, minacciando l'egemonia dell' Inghilterra. Inoltre erano sempre aperte le ostilità con la Francia che tentava di riprendersi l' Alsazia e la  Lorena.
-Nell'impero Austro-ungarico, composto da 12 popoli diversi, c'erano forti spinte autonomistiche.
In particolare i nazionalisti della Serbia, con il sostegno della Russia, puntavano ad unire tutte le popolazioni slave in uno stato indipendente.
-Si crearono due blocchi: la Triplice Intesa, composta da Francia, Inghilterra e Russia e la Triplice Alleanza composta da Germania, Austria-Ungheria e Italia. Tutte queste erano alleanze difensive.
La scintilla che fece scoppiare il conflitto fu l'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono degli Asburgo, a Sarajevo il 28 Giugno 1914, per mano di un nazionalista serbo, Gavrilo Princip. 
L'Austria lancia un ultimatum alla Serbia: chiede lo scioglimento delle associazioni antiaustriache e anche che i funzionari austriaci indagassero sull'attentato in territorio serbo. La Serbia non accetta e scoppia la guerra. La Russia mobilitò l'esercito, la Germania si mosse per sostenere l'impero Austro-Ungarico: si è aperto il fronte orientale.Si aprì anche un fronte occidentale poiché la Germania per affrontare la Francia invase un territorio neutrale: il Belgio. A quel punto intervenne anche l'Inghilterra.

L'Italia per il momento non intervenne.

venerdì 7 novembre 2014

La Cina e l'Occidente


Gli Inglesi producevano in India l'oppio e lo commerciavano in Cina.
Nel 1839 l'imperatore cinese Tao Kuang ne vietò l'importazione e ordinò la distruzione di 20.000 casse. Scoppiò la guerra.
L'Inghilterra occupò Canton e assediò Nanchino. La Cina dovette cedere, nel 1842.
Nel 1858 la guerra riprese per il rifiuto cinese di legalizzare il traffico dell'oppio.
La Cina fu sconfitta e costretta ad aprire il proprio territorio agli Europei.
Nel 1900 si accese la rivolta dei boxer che attaccarono le sedi europee in Cina e uccisero centinaia di stranieri.
Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia intervennero per reprimere la rivolta.

venerdì 31 ottobre 2014

L'India britannica

autrice: Azzalin Ester

All'inizio dell'Ottocento, l'India era ancora un paese contadino.
La popolazione era suddivisa in caste chiuse. Questo mondo tradizionale venne sconvolto dagli Inglesi.
Le coltivazioni delle popolazioni locali vennero sostituite dalle piantagioni di cotone, juta e tè.
Le materie prime poi lavorate Inghilterra venivano imposte nel mercato indiano; venne imposta anche la cultura e la lingua.
In occasione di un ribellione l'Inghilterra assunse il controllo diretto sulla colonia: al posto di tanti funzionari inglesi furono scelti intermediari indigeni vennero scelti notabili locali.
Gli Europei promossero la costruzione di un'estesa rete ferroviaria, che garantì il controllo sul territorio indiano.
Nel 1876 la regina inglese Vittoria ricevette il titolo di imperatrice delle Indie.

venerdì 17 ottobre 2014

La spartizione dell’Africa


autore: Francesco Piazza

Nel 1884 le grandi potenze si riunirono al congresso di Berlino e, senza invitare un solo capo africano, si spartirono l’Africa.
L’Inghilterra divenne rivale della Francia per l’Egitto e si scontrò militarmente con la Russia in Afghanistan, con gli olandesi e i tedeschi in Sudafrica, ricco di diamanti. 
La Francia iniziò una contesa con l’Italia per la Tunisia e con la Spagna per il controllo del Marocco. 
Il Belgio si prese il Congo, in contrasto con la Germania e la Russia. 
Questa competizione imperialistica portò a una corsa agli armamenti e a una politica dell’aggressione.  

lunedì 16 maggio 2011

Dalla Guerra Franco-Prussiana alla Comune di Parigi

La Francia, preoccupata della potenza crescente della Prussia, le dichiarò guerra.
Nel settembre del 1870 le truppe di Napoleone III furono sconfitte a Sedan. I Francesi persero così due regioni: l'Alsazia e la Lorena. Napoleone III scappò in Inghilterra e in Francia venne proclamata la Repubblica, controllata da forze moderate.
Poi i democratici e gli operai diedero vita a un governo chiamato COMUNE.
Questa esperianza durò dal 18 marzo al 28 maggio del 1871: era il primo modello di società socialista, fondata su idee di uguaglianza e giustizia sociale. 
Il governo conservatore prese di nuovo il potere e represse i comunardi con grande ferocia. 

martedì 10 maggio 2011

Gli accordi di Plombières (1858)

In politica estera Cavour riuscì a trovare due grandi alleati, la Francia e l'Inghilterra, andando contro la Russia, in occasione della guerra di Crimea (1855).
Nel 1856 al Congresso di Parigi, Cavour sottolineò che una gran parte dell'Italia era ancora sotto gli Austriaci. Fu così che nel 1858 Napoleone III firmò in segreto gli accordi di Plombières: la Francia avrebbe difeso Vittorio Emanuele II da un eventuale attacco austriaco e in caso di vittoria avrebbe avuto Nizza e la Savoia.

mercoledì 20 aprile 2011

Il congresso di Vienna (Ottobre 1814- Giugno 1815)

Austria, Prussia, Russia, Inghilterra e il re di Francia si riunirono nel congresso di Vienna per far tornare l’Europa all’ ordine precedente alla Rivoluzione Francese e per proporre la monarchia come valore indiscusso, in base al principio di legittimità ed equilibrio. Quest’ultimo, caldeggiato dal ministro austriaco Metternich,  consisteva nel dividere l’ Europa in stati della stessa potenza, misurata a tavolino, in modo che non ci fosse nessun motivo per entrare in guerra.
Gli stati partecipanti al congresso di Vienna firmarono inoltre un patto politico-militare offrendosi reciprocamente “assistenza, aiuto e soccorso”, dovunque fossero stati minacciati da ribellioni e rivolte popolari.

giovedì 14 aprile 2011

La Campagna di Russia

Austria, Prussia, Russia e Inghilterra si coalizzarono contro Napoleone.
Il 21 ottobre 1805 Napoleone venne sconfitto a Trafalgar da Nelson, in una battaglia navale. Il 2 dicembre 1805 Napoleone sconfisse gli Austriaci ad Austerlitz.
Riuscì a sconfiggere anche i Prussiani e i Russi, e nel 1808 invase la Spagna.
Nel 1812 Napoleone intraprese la campagna di Russia con l'intento di controllare questo stato, per isolare i commerci dell'Inghilterra verso Oriente.
Le truppe russe si ritirarono quasi senza combattere. Quando Napoleone arrivò a Mosca trovò la città incendiata, distrutta e senza cibo. Con l'arrivo dell'inverno decise la ritirata, ma il suo esercito fu attaccati e distrutto mentre attraversava il fiume Beresina.

mercoledì 13 aprile 2011

Le prime campagne Napoleoniche

In preda all’entusiasmo per la vittoria italiana, il direttorio spinse Napoleone ad attaccare l’Inghilterra, andando in Irlanda per “tagliare” le comunicazione tra Gran Bretagna e Stati Uniti. I francesi subirono una sconfitta. Napoleone decise allora di ripiegare sull’Egitto per interrompere il flusso commerciale inglese su Mediterraneo. Nell’Aprile 1798 Napoleone conquistò Alessandria d’Egitto, sconfiggendo l’esercito turco, ma poi venne sconfitto in mare dalla flotta inglese di Orazio Nelson.

mercoledì 30 marzo 2011

La Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti: 4.07.1776


La Dichiarazione unanime dei tredici Stati Uniti d’America, riuniti in Congresso, fu scritta da Thomas Jefferson e firmata il 4 luglio 1776 a Philadelpia.
Per la prima volta nella storia una colonia rivendicava con un gesto solenne la propria indipendenza.

"Quando nel corso degli umani eventi si rende necessario a un popolo sciogliere i vincoli politici che lo avevano legato a un altro e assumere tra le altre potenze della Terra quel posto distinto ed eguale cui ha diritto per Legge naturale e divina, un giusto rispetto per le opinioni dell’umanità richiede che esso renda note le cause che lo costringono a tale secessione.”

“Noi riteniamo [……] che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono stati dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi vi sono la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità. Che allo scopo di garantire questi diritti sono stati creati tra gli uomini i governi”.

La nascita degli Stati Uniti, il primo stato federalista



autori: Sathe Molla e Adis Lutisoski

Si combatte una guerra tra l’esercito di re Giorgio III e l’esercito delle colonie, unite dal desiderio di
diventare indipendenti.
Il 4 luglio 1776 il Congresso Continentale emana la Dichiarazione d’Indipendenza con la quale le colonie s’impegnano a respingere l’Inghilterra. Ad addestrare militarmente i coloni arriva George Washington, che riorganizza le strategie di battaglia. Nel 1781gli inglesi vennero sconfitti a Yorktown, in Virginia.
Le colonie conquistarono la libertà e la Pace di Parigi (1783) sancì l’indipendenza e la sovranità degli Stati Uniti d’America.
Ogni colonia Americana aveva una storia a sé, ma tutte avevano capito che la forza era nata dall’unione con le altre colonie.
Così alla Convenzione di Philadelphia dell’1787 si lavorò alla prima Costituzione federale della storia.
Ogni stato avrebbe difeso i propri interessi nel senato del governo Federale, competente in materia di tassazione, politica estera e commercio.


Il Boston Tea Party

autori: Adis Lutisoski e Sathe Molla

Nel 1773 l’Inghilterra affidò il commercio del tè alla Compagnia delle Indie che lo facevo pagare moltissimo ai coloni del Nord-America. Fu così, che per protesta, il 16 dicembre 1773 alcuni coloni travestiti da pellerossa assalirono 3 navi delle Compagnie delle Indie e gettarono il té in mare.
La madrepatria chiuse il porto di Boston e mandò nelle colonie dei presidi militari. Nel settembre 1774 ci fu il primo Congresso Continentale a cui parteciparono 12 colonie, a Philadelphia.
In quella sede si decise interrompere gli scambi commerciali con la Gran Bretagna.
Giorgio III, re d’ Inghilterra, inviò nuove truppe in America per reprimere la rivolta.

mercoledì 23 marzo 2011

Il rapporto tra Inghilterra e colonie dell’America del Nord

autore:Hodzic Edin

L’economia diversificata delle colonie inglesi in Nord America era frenata dalle imposizioni della Gran Bretagna: le colonie dovevano pagare tasse alla madrepatria e commerciare solo con essa.
I coloni, consapevoli della loro forza economica, stavano diventando sempre più insofferenti nei confronti della Gran Bretagna.
Fu così che John Adams, Thomas Jefferson e altri coloni chiesero al re e al parlamento inglese gli stessi diritti dei cittadini in madrepatria e di decidere autonomamente i tributi da imporre agli Americani.

L’espansione coloniale inglese nel XVIII secolo

autore :Hodzioc Edin

Se i primi possedimenti britannici del Seicento erano stati il frutto di moti spontanei della società inglese, con il XVIII secolo, il flusso delle espansioni divenne una strategia politica del governo inglese.
Questa politica aggressiva si scontrò prima di tutto con i francesi, che però vennero sconfitti e persero gran parte del Canada.
Nel frattempo, in seguito alle esplorazioni dell’Australia ad opera del capitano James Cook , il governo britannico decise di istituire sull’isola delle colonie penali, deportandovi numerosi criminali.
La politica espansionistica inglese allarmò anche la Spagna che dichiarò guerra alla Gran Bretagna nel 1762.
Gli spagnoli in soli quaranta giorni persero l’Avana , nell’isola di Cuba e, alcuni mesi dopo, Manila nelle Filippine.
Le pesanti sconfitte subite costrinsero la Spagna alla resa.

martedì 22 febbraio 2011

Liberismo: il pensiero economico moderno di Adam Smith

autore: Sathe Molla

"Se tutti fanno i propri interessi aumenterà in qualche misura la ricchezza e tutti ne godranno, sebbene in maniera diversa: chi investe guadagnerà di più del povero, ma tuttavia anche quest’ultimo avrà dei benefici". 
Adam Smith è contrario all’intervento dello stato nelle questioni relative all’economia.

Il Settecento: scienza e privatizzazione

autore: Sathe Molla

Il Settecento è un secolo di grandi scoperte scientifiche, prima fra tutte la scoperta dell’elettricità.
Thomas Newcomen e James Watt inventarono le prime macchine a vapore che permisero lo sviluppo delle ferrovie e la nascita dell’ industria moderna.
Le prime attività ad imboccare la strada della meccanizzazione furono quelle tessili in Inghilterra .
Nel 1764 un falegname –tessile James Heargraves inventò un congegno che permetteva a un solo operaio di controllare contemporaneamente 7 filatoi.
Nello stesso periodo Edward Jenner scoprì il vaccino del vaiolo.
Le migliori condizioni di vita portarono un crescita demografica, per questo vennero eliminate le terre comuni, date ai privati che le coltivano per sostenere la maggiore domanda di cibo.

giovedì 10 febbraio 2011

Nascono le Compagnie delle Indie

autore: Adis Lutisoski

Nel Seicento nascono delle compagnie di mercanti inglesi, olandesi e francesi, alle quali venivano accordati monopoli.
La compagnia delle Indie Orientali aveva il monopolio in Asia della spezie e dei tessuti.
La compagnia delle Indie Occidentali si era stabilita in America del Sud.

venerdì 7 gennaio 2011

La Gloriosa rivoluzione


Gli Inglesi, non felici di Giacomo II, chiamarono l'olandese Guglielmo III d'Orange per dargli il trono, insieme a Maria Stuart.
Guglielmo nel 1688 arrivò a Londra, senza spargimenti di sangue, mentre Giacomo II fuggiva in Francia. In pochi giorni si compì una vera rivoluzione, senza nessuna violenza, che per questo venne chiamata Gloriosa.
Il nuovo re, però, dovette firmare un contratto il "Bill of rights", con cui si impegnava a rispettare una serie di regole che limitavano il suo agire: per imporre nuove tasse, per andare in guerra, era obbligatorio avere il consenso del Parlamento, non ci poteva essere censura di stampa e si poteva mettere in prigione qualcuno solo dopo avergli fatto un processo regolare.
Il Bill of rights, inoltre, imponeva come unica religione dello stato quella anglicana.