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venerdì 17 ottobre 2014

La spartizione dell’Africa


autore: Francesco Piazza

Nel 1884 le grandi potenze si riunirono al congresso di Berlino e, senza invitare un solo capo africano, si spartirono l’Africa.
L’Inghilterra divenne rivale della Francia per l’Egitto e si scontrò militarmente con la Russia in Afghanistan, con gli olandesi e i tedeschi in Sudafrica, ricco di diamanti. 
La Francia iniziò una contesa con l’Italia per la Tunisia e con la Spagna per il controllo del Marocco. 
Il Belgio si prese il Congo, in contrasto con la Germania e la Russia. 
Questa competizione imperialistica portò a una corsa agli armamenti e a una politica dell’aggressione.  

mercoledì 27 aprile 2011

Mazzini e il desiderio di libertà

L’indipendenza della Grecia e la liberazione del Sudamerica, dal dominio coloniale spagnolo e portoghese, ridiedero fiducia ai rivoluzionari.
Nel 1830 Parigi insorse e il re in carica, Carlo X, venne sostituito da Luigi Filippo d’Orleans, nominato dal parlamento.
In Italia sostenitore della sollevazione popolare fu il carbonaro Giuseppe Mazzini, che in esilio in Francia fondò “La Giovane Italia”: un’associazione di rivoluzionari che avrebbe dovuto educare il popolo ad agire in prima persona per la conquista della propria libertà.
I primi moti mazziniani ( in Liguria e in Calabria) fallirono, la Giovane Italia si disgregò, ma il suo spirito continuò a vivere nelle successive lotte per la liberazione e unificazione d’Italia.

mercoledì 23 marzo 2011

L’espansione coloniale inglese nel XVIII secolo

autore :Hodzioc Edin

Se i primi possedimenti britannici del Seicento erano stati il frutto di moti spontanei della società inglese, con il XVIII secolo, il flusso delle espansioni divenne una strategia politica del governo inglese.
Questa politica aggressiva si scontrò prima di tutto con i francesi, che però vennero sconfitti e persero gran parte del Canada.
Nel frattempo, in seguito alle esplorazioni dell’Australia ad opera del capitano James Cook , il governo britannico decise di istituire sull’isola delle colonie penali, deportandovi numerosi criminali.
La politica espansionistica inglese allarmò anche la Spagna che dichiarò guerra alla Gran Bretagna nel 1762.
Gli spagnoli in soli quaranta giorni persero l’Avana , nell’isola di Cuba e, alcuni mesi dopo, Manila nelle Filippine.
Le pesanti sconfitte subite costrinsero la Spagna alla resa.

mercoledì 23 febbraio 2011

La guerra di successione spagnola

                        Autori : Rossetti Kevin e Bonato Giada 

Alla morte del sovrano di Spagna Carlo II, viene proclamato re di Spagna il duca Filippo D’Angiò, nipote di Luigi XIV, il quale assume il nome di Filippo V di Borbone. Le potenze europee si spaventano: l’ unione di Spagna e Francia avrebbe dato vita a un regno troppo forte rispetto alle altre monarchie. Fu così che Gran Bretagna, Province Unite e Austria si coalizzarono contro i Francesi. La guerra di successione spagnola finì con la pace di Utrecht (1713). La Francia dovette accettare la divisione delle due corone; la Spagna perse diversi territori, perdendo addirittura il controllo di Gibilterra che diventò inglese.                                                                                             

mercoledì 22 dicembre 2010

Solimano Il Magnifico



Il secondo grande nemico di Carlo V, dopo Francesco I, fu il Sultano Solimano il Magnifico: sovrano dell'Impero Ottomano che comprendeva un'area che andava dal Nord Africa, al Medio Oriente, e parte dell'Est-Europa fino a Vienna.
Entrambi i regnanti incarnavano l'idea dell'imperatore universale con la missione di far trionfare la propria fede.

martedì 21 dicembre 2010

Giulio II e lo Stato della Chiesa

autori: Brussolo Lorenzo e Zanco Omar

Il Papa Giulio II sconfisse Cesare Borgia (figlio del papa Alessandro VI che successe al padre nel controllo dello Stato della Chiesa). Sottomise Perugia e Bologna. Si alleò con Francia, Spagna e Impero per portare via dei territori della Romagna ai Veneziani.
Quando la Serenissima, vinta ad Agnadello nel 1509, gli restituì le terre desiderate, Giulio II si alleò con i Veneziani per cacciare via i Francesi dall’Italia.

L'espulsione degli Ebrei dalla Spagna


autori: Francesca Brichese e Adis Lutisoski

Nel 1478 Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, con l’autorizzazione del Papa, rimesero in funzione i tribunali dell’Inquisizione e perseguitarono e cacciarono gli Ebrei dalla Spagna (1492), accusati di deicidio. I Marrani, così venivano chiamati in modo dispregiativo, si disseminarono in tutta Europa. Molti arrivarono in Italia, a Ferrara, Livorno, Ancona, Bologna e anche a Venezia dove nacque la parola "ghetto" (da ‘gettare’ perché il territorio dove era concesso rimanere a questi Ebrei era una fonderia).

lunedì 20 dicembre 2010

Libro: Il segreto delle tre caravelle

consigliato da Andrea Volpe
Daniela Morelli, Il segreto delle tre caravelle,  (Mondadori, 286 pagine, 7 euro)
L’impresa di Cristoforo Colombo raccontata dal punto di vista, immaginario, del figlio Diego, dodicenne, affidato a un convento dal padre, impegnato a girare le corti di tutta Europa per convincere i regnanti della validità delle sue teorie sulla forma (sferica) della Terra. Colombo è quasi riuscito a persuadere la regina di Spagna, Isabella di Castiglia, a finanziare il suo viaggio nell’Oceano Atlantico. Ma le idee di Colombo contrastano con le convinzioni della Chiesa cattolica, che sosteneva la teoria che la Terra fosse piatta. E così, contro il navigatore, congiura il perfido frate Hernando, priore del convento dove vive Diego. Sarà il ragazzo a scoprire il complotto. Ma riuscirà anche a sventarlo?
La vicenda è di fantasia, ma la ricostruzione dell’atmosfera dell’epoca e delle difficoltà incontrate da Colombo è realistica.


Le civiltà precolombiane

autori: Erica Polesso e Gilda Cinganotto

Gli Incas erano una popolazione delle regioni andine centro-settentrionali. Fondamentalmente erano un popolo di agricoltori e allevatori, divisi in clan, con a capo gli anziani.
Furono conquistati dagli Spagnoli, guidati dal condottiero Francisco Pizarro.
Gli Aztechi, che erano un popolo di guerrieri, del  Messico, vennero annientati da Hernan Cortés.
E anche i Maya, che occupavano i terrirori dello Yucatan, del Belize, del Guatemala, dell'Honduras e del Salvador, non furono risparmiati dalla furia conquistatrice degli Europei.

La fine degli Incas, degli Aztechi e dei Maya

autori: Erica Polesso e Gilda Cinganotto

Quando gli Spagnoli e i Portoghesi, i conquistadores, occuparono il Nuovo Mondo distrussero le civiltà che ci vivevano:
-gli Incas
-gli Aztechi
-i Maya


giovedì 16 dicembre 2010

Spagna e Portogallo si dividono il Nuovo Mondo

autori: Erica Polesso e Davide Ressi

I nuovi territori spagnoli e portoghesi in America Centrale e del Sud, in realtà, erano tutti feudi della Chiesa, “donati” da Papa Alessandro VI a Spagna e Portogallo.
Nel 1494 , quest’ultime firmarono il trattato di Tordesillas, che sanciva che le terre venissero divise in due con una linea verticale: la parte est la presero i Portoghesi mentre quella occidentale era di proprietà della Spagna.

I Portoghesi possedevano dunque il Brasile. Questa terra era troppo grande per loro: non avevano abbastanza manodopera per coltivare la piantagioni di canna da zucchero e così cominciò la deportazione degli schiavi dall’Africa.

Amerigo Vespucci

autori: Diego Scala e Cinganotto Gilda


Il navigatore fiorentino Amerigo Vespucci compì due viaggi verso l’America Meridionale (tra il 1499 e il 1502), per conto della Spagna e del Portogallo.
Durante questi viaggi Amerigo Vespucci scrisse delle relazioni sulle coste del nuovo continente, che poi vennero usate dai cartografi per disegnare le mappe di navigazione (nel 1507 un cartografo chiamò il Nuovo Mondo “terra di Amerigo” da cui poi America).
Solo nel 1513 ci si rese conto che il Nuovo Mondo era un nuovo continente.

Gli Europei scoprono un Nuovo Mondo


autori: Giuseppe Frena e Antonella Perone

Nella seconda metà del Quattrocento i navigatori europei (in particolare portoghesi e spagnoli ) decisero di cercare nuove rotte, per curiosità scientifica, per trovare nuove merci e per diffondere la fede cristiana.

I Portoghesi volevano raggiungere le terre bagnate dall’Oceano Indiano e andare a Oriente per acquistare spezie e beni di lusso. Per non avere problemi con Genovesi, Veneziani, Arabi e Turchi decisero di tentare la circumnavigazione dell’Africa. La spedizione fu finanziata dal principe Enrico "il navigatore" e portata a termine da Vasco de Gama nel 1497.

Gli Spagnoli volevano trovare un’altra rotta per le Indie, non potendo usare la rotta portoghese (un accordo stabiliva che gli spagnoli potevano navigare solo a nord delle Canarie).
Cristoforo Colombo (un navigatore genovese) andò dalla regina Isabella di Castiglia, per presentare il suo progetto: era convinto che andando verso Occidente sarebbe arrivato in Asia.
La regina gli diede fiducia.

Colombo partì il 3 agosto 1492 con tre caravelle (Niña, Pinta e Santa Maria) dal porto di Palos, e arrivò a San Salvador il 12 ottobre 1492, convinto di essere in Asia.