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mercoledì 23 febbraio 2011

Voltaire: Candido ovvero l'ottimismo


consigliato da Benatelli Lisa e Pierro Nicola 

François Marie Arouet, più noto come Voltaire è stato un filosofo, scrittore, drammaturgo e poeta francese.
Nel 1713 lavorò come segretario all’Ambasciata francese all’Aia, poi tornò a Parigi per effettuare il praticantato presso un notaio, onde seguire le orme paterne: in realtà egli desiderava sottrarsi all’ influenza dei genitori.
Cominciò a scrivere articoli  e versi duri verso le autorità costituite. I suoi scritti  trovarono successo nei salotti nobiliari : nel 1716 ciò gli costò l’esilio a Tulle e Sully sur Loire.
 Una delle sue opere più famose è “Candido ovvero l’ottimismo”(1758). Le rocambolesche disavventure del “semplice” Candido dimostrano la vanità dell’ottimismo razionalista, che vedeva realizzato nell’universo il migliore dei mondi possibili…in realtà è una straordinaria lezione di sopravvivenza alle catastrofi della natura e della storia.

“Bisogna coltivare il nostro giardino”

giovedì 6 gennaio 2011

La peste ne "I promessi sposi"

Autori: Alberto Sclip e Lorenzo Rossi

Nel romanzo storico "I Promessi sposi" lo scrittore Alessandro Manzoni descrive la grande epidemia di peste che tra il 1629 e il 1630 si diffuse a Milano.
In quegli anni la peste fu portata dai lanzichenecchi. Manzoni ricostruisce tutti gli aspetti della grande epidemia sulla base di una documentazione ricavata dalle cronache del tempo.

Il romanzo parla di due promessi sposi, Renzo e Lucia, al tempo della dominazione spagnola in Lombardia.
Don Rodrigo, il signorotto del paese, si è invaghito di Lucia, perciò impedisce il loro matrimonio: Lucia fugge quindi insieme alla madre in un convento di Monza. Poi, viene portata a Milano ed affidata a don Ferrante.
Intanto Renzo, fuggito a Milano, trova la città scossa dalla peste e si rifugia nel Bergamasco.
Infine torna a Milano e cerca la casa di don Ferrante presso cui crede si trovi Lucia.
Renzo attraversa una zona disabitata di Milano e trova il fetore dei cadaveri lasciati lì.
Poi arriva in una zona di Milano ancora abitata. Gli usci sono chiusi per sospetto e per terrore. Qualche uscio è inchiodato e sigillato per far capire che in quella casa ci sono degli ammalati o morti a causa della peste. Qualche uscio è segnato con una croce per far capire ai  monatti, cioè coloro che erano addetti al trasporto dei morti, che c’erano morti da portare via.
Per le strade Renzo vede lenzuola buttate dalle finestre e corpi abbandonati in attesa dell'arrivo dei carri.
Si manifesta la vita che c’è ancora in città con i rumori delle campane delle chiese, e con le persone affacciate alle finestre per pregare assieme.
Con la peste i due terzi dei cittadini erano morti.I sopravissuti andavano in giro con vestiti corti e stretti, per paura di toccare qualcosa ed essere contagiati dalla peste.
Qualcuno diceva che ci fossero delle persone, gli untori, che cercavano di contagiare le altre persone. Chi veniva considerato tale veniva preso e ucciso.




Galileo Galilei


autori: Lisa Sarto e Francesco Baso                          

Nel Seicento si svilupparono molte idee nuove non solo in campo artistico e culturale.
A quel tempo appariva necessario superare le conoscenze tradizionali: si formò una nuova categoria di studiosi, gli scienziati, il cui obiettivo era quello di studiare la natura.
Uno dei più importanti scienziati di questo periodo fu Galileo Galilei ,secondo il quale la conoscenza della natura poteva essere raggiunta attraverso un metodo matematico.
Galileo nel 1609 inventò il cannocchiale attraverso il quale scoprì che era la terra a girare intorno al sole.
La Chiesa lo condannò come eretico e lo obbligò ad abiurare.
Galileo però continuò a sperimentare e attraverso la pubblicazione de "il dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo" le sue idee si diffusero comunque.

Romeo e Giulietta: una tragedia di William Shakespeare


autori: Pedrina e Gusso

Due famiglie di Verona, i Montecchi e i Capuleti erano nemici da generazioni.
Da queste famiglie nacquero due futuri innamorati Romeo e Giulietta.
La storia iniziò con una rissa di strada tra le servitù delle due famiglie, interrotta dal principe veronese, che annuncia : "In caso di ulteriori scontri, i principali membri delle due famiglie saranno considerati responsabili e saranno uccisi".
Giulietta, la più giovane dei Capuleti, è stata già promessa in sposa; Romeo, dei Montecchi, è innamorato di Rosalina.
Mercuzio e Benvolio, amici di Romeo, si infiltrano con quest’ultimo a una festa in maschera dei Capuleti, lì Romeo e Giulietta si innamorano e dopo poco si sposano in segreto.
Per poter far accettare la loro storia d’amore alle famiglie, Giulietta mette in scena la sua morte, grazie a un filtro che la rende momentaneamente senza vita, mentre Romeo è lontano. Quando il giovane torna a Verona, trova l’amata morta e si suicida con il veleno. Risvegliatasi dalla finta morte, Giulietta, vedendo Romeo privo di vita, si suicida col pugnale.

”E così con un bacio io muoio”

Don Chisciotte della Mancia


consigliato da Giuseppe Frena

DON CHISCIOTTE della MANCIA
Questo romanzo, scritto intorno al 1600 dallo scrittore spagnolo Miguel Cervantes, è considerato parte fondamentale della letteratura spagnola. “Don Chisciotte” parla di un cinquantenne di nome Alonso Quijano che è appassionato di romanzi cavallereschi.
Le letture lo appassionano così tanto da trascinarlo in un mondo fantastico, nel quale si convince di essere chiamato a diventare un cavaliere errante. Alonso inizia così a girare per la Spagna. Durante il suo tragitto si porta dietro un contadino di nome Sancio Panza, a cui promette il governo di un’isola nel Nuovo Mondo, a patto che gli faccia da scudiero.
Purtroppo per don Chisciotte, la Spagna del suo tempo non è quella della cavalleria. La sua visionaria ossessione lo spinge a leggere la realtà con altri occhi. Inizierà quindi a scambiare i mulini a vento con giganti dalle braccia rotanti, i burattini con demoni e le greggi di pecore con eserciti nemici.
CURIOSITÀ
Nel Don Chisciotte ogni cosa può essere soggetta a diversi punti di vista. Le vicende cavalleresche ormai sono parole vuote, ma don Chisciotte a causa della sua pazzia non se ne accorge e cerca di ristabilire i rapporti fra realtà e libri.
L’ AUTORE
In quest’opera, pubblicata in due volumi nel 1605 e nel 1615, l’autore prende di mira con l’arma dell’ ironia i romanzi cavallereschi e la società del suo tempo; la sua influenza sulla letteratura spagnola è stata tale che lo spagnolo è stato definito "la lingua di Cervantes".

Letteratura e teatro nel Seicento




autori: Alex e Alessandro

Nel Seicento i libri erano i pricipali mezzi di comunicazione. I più grandi centri editoriali erano soprattutto in Germania (dove la stampa è nata con Johann Gutenberg nel Quattrocento).
A Parigi e a Londra c'erano i più importanti editori.
I libri si diffusero in tutte le lingue europee.
All' inizio del secolo Miguel Cervantes scrisse il "Don Chisciotte della Mancia", che fu il primo romanzo d'evasione europeo.
Anche il teatro ebbe una grande spinta: non era più solo per i nobili, ma anche per il popolo. Sul palcoscenico si esibivano solo attori maschi. E' questo il periodo storico in cui salta sotto le luci della ribalta, in Inghilterra, il grande William Shakespeare.
In precedenza le rappresentazioni teatrali avvenivano solo dentro i palazzi; non in una struttura appositamente creata per le rappresentazioni.
I primi teatri stabili sorsero in Inghilterra e in Italia (dove il primo vero teatro fu l' Olimpico di Vicenza dell'architetto Andrea Palladio).

Gli Ugonotti ne "Il visconte dimezzato " di Italo Calvino

consigliato da Brasolin Tatiana e Teso Martina

"Il visconte dimezzato", di Italo Calvino (Oscar Mondadori, pp.91, Euro 7,40)
Il visconte Medardo di Terralba si arruola nell’esercito cristiano per combattere in Boemia contro i Turchi, accompagnato dal fedele scudiero Curzio. Inesperto della guerra, due giorni dopo, nel campo,dove ferve la battaglia, si mette davanti alla bocca di un cannone con la spada sguainata, pensando di intimorire i Turchi, ma viene colpito in pieno e diviso in due.Sul carro che trasporta i feriti viene messa la parte destra del visconte che, portata in ospedale, curata e guarita, viene dimessa perché torni a casa.Così la metà sopravvissuta del visconte torna a Terralba, ma, poiché a salvarsi è stata la parte malvagia, nelle sue terre si instaura un clima di terrore. Muore il padre ed egli diventa padrone di tutti i possedimenti e, con ferocia inaudita,  uccide o mutila decine di persone e dimezza tutto ciò che trova sulla sua strada. Manda la sua balia a Pratofungo, il paese dei lebbrosi e  tenta di uccidere il nipote (il narratore), figlio illegittimo di sua sorella. Da mastro Pietrochiodo fa costruire macchine moderne per uccidere i cittadini che non fanno ciò che lui vuole e terrorizza gli Ugonotti.Questi erano scappati dalla Francia dove il re faceva tagliare a pezzi tutti quelli che seguivano la loro religione. Nella traversata delle montagne avevano perduto i loro libri e i loro oggetti sacri, e ora non avevano più né Bibbia da leggere, né messa da dire, né inni da cantare, né preghiere da recitare. Si erano messi a coltivare le dure terre di Col Gerbido, e si sfiancavano a lavorare, maschi e femmine da prima dell’alba a dopo il tramonto, nella speranza che la Grazia li illuminasse. Ricordando confusamente le dispute della loro chiesa, si astenevano dal nominare Dio e ogni altra espressione religiosa, per paura di parlarne in modo sacrilego.  
Ma un giorno a Terralba ritorna la parte sinistra del Visconte, quella buona, sopravvissuta grazie alle cure di un eremita: nel paese scoppia il caos...l'antidoto di tutto sarà L'AMORE!


"Ma già le navi stavano scomparendo all'orizzonte e io rimasi qui, in questo mondo pieno di responsabilità e di fuochi fatui." (1951)

mercoledì 22 dicembre 2010

Libro: Maja delle streghe

Consigliato da Federica Sangion e Alessia Benatelli


Giuliana Boldrini, "Maja delle Streghe", Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, 1979.

Questa è la storia di strega Ragna e Maja.
Loro vivevano a Mantova alla corte dei Gonzaga: Maja ballava e Ragna preparava le cure di bellezza per Isabella Gonzaga.
Ma un giorno arrivò l’Inquisitore e...

martedì 21 dicembre 2010

Libro: Diario di Bordo di Cristoforo Colombo

consigliato da Teso Giulia, Valente Chiara, Brasolin Eva
 
Cristoforo Colombo parte in viaggio per le Indie, ma senza saperlo arriva in America.
Durante il viaggio tiene un diario nel quale descrive i nuovi territori, i loro popoli, gli animali e i prodotti della terra.
Le seguenti righe raccontano di quando Colombo arriva ad Haiti.
Qui il grande navigatore rimane folgorato dalla bellezza dell’isola circondata da montagne e ricca di vaste pianure adatte alla coltivazione, all’allevamento di bestiame e alla costruzione di nuove città.
La popolazione, che ci vive, è molto primitiva e pacifica.
            Qualunque cosa si domandi loro di quello che hanno, mai rispondono negativamente, anzi la offrono[…] Essi non professano né setta né idolatria veruna, ma tutti credono che la potenza e il bene siano nel cielo, e con questa persuasione mi ricevevano in ogni dove […]”
Da "Diario di Bordo ", di Cristoforo Colombo, a cura di G. Ferri (2006, Mursia), Euro 20

lunedì 20 dicembre 2010

Libro: Il segreto delle tre caravelle

consigliato da Andrea Volpe
Daniela Morelli, Il segreto delle tre caravelle,  (Mondadori, 286 pagine, 7 euro)
L’impresa di Cristoforo Colombo raccontata dal punto di vista, immaginario, del figlio Diego, dodicenne, affidato a un convento dal padre, impegnato a girare le corti di tutta Europa per convincere i regnanti della validità delle sue teorie sulla forma (sferica) della Terra. Colombo è quasi riuscito a persuadere la regina di Spagna, Isabella di Castiglia, a finanziare il suo viaggio nell’Oceano Atlantico. Ma le idee di Colombo contrastano con le convinzioni della Chiesa cattolica, che sosteneva la teoria che la Terra fosse piatta. E così, contro il navigatore, congiura il perfido frate Hernando, priore del convento dove vive Diego. Sarà il ragazzo a scoprire il complotto. Ma riuscirà anche a sventarlo?
La vicenda è di fantasia, ma la ricostruzione dell’atmosfera dell’epoca e delle difficoltà incontrate da Colombo è realistica.