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giovedì 10 febbraio 2011

Nascono le Compagnie delle Indie

autore: Adis Lutisoski

Nel Seicento nascono delle compagnie di mercanti inglesi, olandesi e francesi, alle quali venivano accordati monopoli.
La compagnia delle Indie Orientali aveva il monopolio in Asia della spezie e dei tessuti.
La compagnia delle Indie Occidentali si era stabilita in America del Sud.

giovedì 6 gennaio 2011

Gian Giacomo Mora: il barbiere della peste Manzoniana


autori: Davide e Alessandro

Nella "prima "versione de"I promessi sposi" (storia della colonna infame), Alessandro Manzoni aveva dato ampio spazio alla storia di un barbiere Gian Giacomo Mora, ucciso per esser stato ritenuto colpevole di aver contagiato molte persone di peste.

Un giorno il presidente della sanità e il notaio, con un’opportuna scorta, si presentarono nella bottega del barbiere Gian Giacomo Mora; egli si occupava anche di bassa chirurgia: dalla diffusione della peste iniziò a vendere un prodotto da lui stesso inventato contro il contagio. Il barbiere quindi, viste le guardie e spaventato dal fatto che queste iniziavano una perquisizione della bottega, confessò la colpa di aver preparato diverse volte un unguento senza l'autorizzazione. Durante la perquisizione della casa fu sequestrata una gran quantità di sostanze e pozioni. Fu portato in carcere e alla domanda se conoscesse il Piazza e se mai gli avesse consegnato un vasetto di vetro ricolmo di un certo preparato, Mora ammise di conoscerlo e di avergli venduto tal unguento salvavita, dato che lavorava sempre a contatto con malati. Nel mese di luglio si ebbero numerosi arresti, sulla base di testimonianze popolari o dietro confessioni estorte torturando al limite della sopravvivenza il Piazza e il Mora. Nelle giornate comprese tra il 27 e il 30 giugno si organizzò il confronto tra il Piazza e il Mora, ai quali si concedettero infine sei giorni di tempo per definire le loro difese. Domenica 30 giugno Mora iniziò a rendere piena confessione. Con la confessione, il barbiere aveva firmato la sua condanna a morte.

La peste ne "I promessi sposi"

Autori: Alberto Sclip e Lorenzo Rossi

Nel romanzo storico "I Promessi sposi" lo scrittore Alessandro Manzoni descrive la grande epidemia di peste che tra il 1629 e il 1630 si diffuse a Milano.
In quegli anni la peste fu portata dai lanzichenecchi. Manzoni ricostruisce tutti gli aspetti della grande epidemia sulla base di una documentazione ricavata dalle cronache del tempo.

Il romanzo parla di due promessi sposi, Renzo e Lucia, al tempo della dominazione spagnola in Lombardia.
Don Rodrigo, il signorotto del paese, si è invaghito di Lucia, perciò impedisce il loro matrimonio: Lucia fugge quindi insieme alla madre in un convento di Monza. Poi, viene portata a Milano ed affidata a don Ferrante.
Intanto Renzo, fuggito a Milano, trova la città scossa dalla peste e si rifugia nel Bergamasco.
Infine torna a Milano e cerca la casa di don Ferrante presso cui crede si trovi Lucia.
Renzo attraversa una zona disabitata di Milano e trova il fetore dei cadaveri lasciati lì.
Poi arriva in una zona di Milano ancora abitata. Gli usci sono chiusi per sospetto e per terrore. Qualche uscio è inchiodato e sigillato per far capire che in quella casa ci sono degli ammalati o morti a causa della peste. Qualche uscio è segnato con una croce per far capire ai  monatti, cioè coloro che erano addetti al trasporto dei morti, che c’erano morti da portare via.
Per le strade Renzo vede lenzuola buttate dalle finestre e corpi abbandonati in attesa dell'arrivo dei carri.
Si manifesta la vita che c’è ancora in città con i rumori delle campane delle chiese, e con le persone affacciate alle finestre per pregare assieme.
Con la peste i due terzi dei cittadini erano morti.I sopravissuti andavano in giro con vestiti corti e stretti, per paura di toccare qualcosa ed essere contagiati dalla peste.
Qualcuno diceva che ci fossero delle persone, gli untori, che cercavano di contagiare le altre persone. Chi veniva considerato tale veniva preso e ucciso.




Galileo Galilei


autori: Lisa Sarto e Francesco Baso                          

Nel Seicento si svilupparono molte idee nuove non solo in campo artistico e culturale.
A quel tempo appariva necessario superare le conoscenze tradizionali: si formò una nuova categoria di studiosi, gli scienziati, il cui obiettivo era quello di studiare la natura.
Uno dei più importanti scienziati di questo periodo fu Galileo Galilei ,secondo il quale la conoscenza della natura poteva essere raggiunta attraverso un metodo matematico.
Galileo nel 1609 inventò il cannocchiale attraverso il quale scoprì che era la terra a girare intorno al sole.
La Chiesa lo condannò come eretico e lo obbligò ad abiurare.
Galileo però continuò a sperimentare e attraverso la pubblicazione de "il dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo" le sue idee si diffusero comunque.

Romeo e Giulietta: una tragedia di William Shakespeare


autori: Pedrina e Gusso

Due famiglie di Verona, i Montecchi e i Capuleti erano nemici da generazioni.
Da queste famiglie nacquero due futuri innamorati Romeo e Giulietta.
La storia iniziò con una rissa di strada tra le servitù delle due famiglie, interrotta dal principe veronese, che annuncia : "In caso di ulteriori scontri, i principali membri delle due famiglie saranno considerati responsabili e saranno uccisi".
Giulietta, la più giovane dei Capuleti, è stata già promessa in sposa; Romeo, dei Montecchi, è innamorato di Rosalina.
Mercuzio e Benvolio, amici di Romeo, si infiltrano con quest’ultimo a una festa in maschera dei Capuleti, lì Romeo e Giulietta si innamorano e dopo poco si sposano in segreto.
Per poter far accettare la loro storia d’amore alle famiglie, Giulietta mette in scena la sua morte, grazie a un filtro che la rende momentaneamente senza vita, mentre Romeo è lontano. Quando il giovane torna a Verona, trova l’amata morta e si suicida con il veleno. Risvegliatasi dalla finta morte, Giulietta, vedendo Romeo privo di vita, si suicida col pugnale.

”E così con un bacio io muoio”

Globe theatre

Autori: Simone Marchesan e Massimiliano Sibilia

William Shakespeare recitò a Londra nel teatro “Globe Theatre”.
In realtà ci sono stati tre Globe Theatre:
-il Globe Theatre originale, costruito nel 1598 e distrutto nel 1613 da un incendio
-il Globe Theatre ricostruito nel 1614 e demolito nel 1644 dopo essere stato chiuso nel 1642
-la ricostruzione moderna del Globe inaugurata nel 1997, che si chiama “Shakespeare’ s Globe Theatre”.

La struttura esagonale, a due piani, in legno del teatro presentava uno spazio aperto al centro per l’illuminazione naturale; poteva contenere 3.000 persone.
Il prezzo d’ingresso era di 1 penny per il posto in piedi e di 2 penny per i posti a sedere.
Per proteggere in caso di pioggia i costosissimi costumi, che solo gli uomini potevano usare fino al 1660, c’ era una tettoia.
Gli spettacoli avevano luogo di giorno e a volte di notte.

Il motto del Globe era "Totus mundus agit histrionem” (Tutto il mondo recita).

Don Chisciotte della Mancia


consigliato da Giuseppe Frena

DON CHISCIOTTE della MANCIA
Questo romanzo, scritto intorno al 1600 dallo scrittore spagnolo Miguel Cervantes, è considerato parte fondamentale della letteratura spagnola. “Don Chisciotte” parla di un cinquantenne di nome Alonso Quijano che è appassionato di romanzi cavallereschi.
Le letture lo appassionano così tanto da trascinarlo in un mondo fantastico, nel quale si convince di essere chiamato a diventare un cavaliere errante. Alonso inizia così a girare per la Spagna. Durante il suo tragitto si porta dietro un contadino di nome Sancio Panza, a cui promette il governo di un’isola nel Nuovo Mondo, a patto che gli faccia da scudiero.
Purtroppo per don Chisciotte, la Spagna del suo tempo non è quella della cavalleria. La sua visionaria ossessione lo spinge a leggere la realtà con altri occhi. Inizierà quindi a scambiare i mulini a vento con giganti dalle braccia rotanti, i burattini con demoni e le greggi di pecore con eserciti nemici.
CURIOSITÀ
Nel Don Chisciotte ogni cosa può essere soggetta a diversi punti di vista. Le vicende cavalleresche ormai sono parole vuote, ma don Chisciotte a causa della sua pazzia non se ne accorge e cerca di ristabilire i rapporti fra realtà e libri.
L’ AUTORE
In quest’opera, pubblicata in due volumi nel 1605 e nel 1615, l’autore prende di mira con l’arma dell’ ironia i romanzi cavallereschi e la società del suo tempo; la sua influenza sulla letteratura spagnola è stata tale che lo spagnolo è stato definito "la lingua di Cervantes".

Letteratura e teatro nel Seicento




autori: Alex e Alessandro

Nel Seicento i libri erano i pricipali mezzi di comunicazione. I più grandi centri editoriali erano soprattutto in Germania (dove la stampa è nata con Johann Gutenberg nel Quattrocento).
A Parigi e a Londra c'erano i più importanti editori.
I libri si diffusero in tutte le lingue europee.
All' inizio del secolo Miguel Cervantes scrisse il "Don Chisciotte della Mancia", che fu il primo romanzo d'evasione europeo.
Anche il teatro ebbe una grande spinta: non era più solo per i nobili, ma anche per il popolo. Sul palcoscenico si esibivano solo attori maschi. E' questo il periodo storico in cui salta sotto le luci della ribalta, in Inghilterra, il grande William Shakespeare.
In precedenza le rappresentazioni teatrali avvenivano solo dentro i palazzi; non in una struttura appositamente creata per le rappresentazioni.
I primi teatri stabili sorsero in Inghilterra e in Italia (dove il primo vero teatro fu l' Olimpico di Vicenza dell'architetto Andrea Palladio).