Il fronte antifrancese si allargò: quasi tutta l’Europa era schierata contro la Francia.Il 20 settembre 1792 l’esercito francese sconfisse i Prussiani a Valmy. In quell’occasione venne instaurata la Repubblica. Il nuovo governo decise di uccidere Luigi XVI, in quanto traditore della patria: l’esecuzione avvenne il 21 gennaio 1793. Lo stesso anno la Vandea insorse contro il governo repubblicano, accusato di colpire il clero e di ostacolare la religione. Il governo repubblicano rispose con l’istituzione del “comitato di Salute Pubblica”, che instaurò un regime di “terrore rivoluzionario”, attraverso il quale si sarebbe dovuto combattere qualsiasi nemico della Repubblica. Furono giustiziate 30.000 persone.
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mercoledì 13 aprile 2011
La presa di potere dei montagnardi
Il raggiro del re fu evidente quando , mentre la Francia stava perdendo, gli ufficiali, provenienti dall’aristocrazia, non si avvalsero dei molti volontari. Lo scontento popolare si manifestò contro il re. Ciò che però smascherò realmente l’inganno fu la minaccia del duca di Bruswick, comandante dell’esercito austro-prussiano, di distruggere Parigi in caso di attentati contro la famiglia reale. Fu così che gruppi armati assalirono la residenza del re , che fu imprigionato. I montagnardi, guidati da Danton, presero il controllo del governo, al posto dei girondini, decretando la fine della monarchia.
La guerra della Francia rivoluzionaria contro l’Austria e la Prussia
Temendo ulteriori disordini, il re venne reintegrato dopo avergli fatto giurare sulla Costituzione.
La fazione che prevalse per il governo fu quella girondina, intenzionata a dichiarare guerra all’Austria e alla Prussia che continuavano a minacciare la Francia rivoluzionaria. In realtà queste minacce erano determinate dal fatto che Luigi XVI aveva fatto un accordo con i due stati: sperava che una sconfitta francese potesse portare un ritorno al passato, alla monarchia assoluta. Fu così che il 20 Aprile 1792, la Francia dichiarò guerra all’Austria.
La fuga di Luigi XVI
Dopo la Rivoluzione la Francia vive un periodo di instabilità dovuto per lo più alla contrapposizione tra i nobili che non si rassegnavano alla sconfitta e i rivoluzionari che desideravano una totale repressione dell’aristocrazia. Nel 1791 Luigi XVI, preoccupato per la situazione, tentò di fuggire con la sua famiglia in Belgio; questo atto venne visto come un tradimento: il re venne incarcerato in attesa di decisioni sulla sua sorte.
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La monarchia dopo la Rivoluzione Francese
Il 26 Agosto 1789 l’Assemblea approvò “la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino” (che proclamava i valori fondamentali della rivoluzione cioè la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza), e decise inoltre che sarebbe stato il popolo a decidere chi avrebbe dovuto guidare la vita politica. Il 3 Settembre 1791 entrò in vigore una Costituzione che permetteva il diritto di voto ai “cittadini attivi”, cioè a coloro che pagavano le tasse. Il potere legislativo era affidato a cittadini di reddito abbastanza elevato, riuniti in Assemblea legislativa. Il potere esecutivo spettava ai ministri del re (quest’ultimo aveva comunque diritto di veto)…la monarchia diventa così da assoluta costituzionale.
lunedì 11 aprile 2011
La presa della Bastiglia (14.07.1789)
Il 27 giugno 1789 il re Luigi XVI è costretto a riconoscere il ruolo dell'Assemblea Costituente, ma non accetta i cambiamenti proposti da quest'ultima. Per spaventare l'Assemblea e costringerla a ritrattare, il re manda truppe a Versailles e a Parigi.
Il popolo insorge e "prende" la Bastiglia: il carcere parigino dove erano rinchiusi gli oppositori politici. E' il 14 luglio 1789.
Nelle campagne i contadini insorgono e l'Assemblea Nazionale decreta l'abolizione dei diritti feudali.
Per far rientrare l'agitazione l'Assemblea Nazionale istituì dei governi locali provvisori e un esercito popolare, chiamato Guardia Nazionale.
Luigi XVI dovette legittimare le decisioni prese dall'Assemblea.
Il popolo insorge e "prende" la Bastiglia: il carcere parigino dove erano rinchiusi gli oppositori politici. E' il 14 luglio 1789.
Nelle campagne i contadini insorgono e l'Assemblea Nazionale decreta l'abolizione dei diritti feudali.
Per far rientrare l'agitazione l'Assemblea Nazionale istituì dei governi locali provvisori e un esercito popolare, chiamato Guardia Nazionale.
Luigi XVI dovette legittimare le decisioni prese dall'Assemblea.
sabato 2 aprile 2011
La convocazione degli Stati Generali e “il giuramento della pallacorda”
autori: Sathe Molla e Adis Lutisoski
In questa occasione i borghesi mettono in evidenzia che il sistema di votazione era ingiusto, poiché ogni “stato” aveva diritto ad un voto, quindi inevitabilmente avrebbero vinto sempre clero e nobiltà, uniti dagli stessi interessi.
La borghesia propone un sistema di votazioni individuale ogni deputato aveva diritto ad un voto. Questo non andava bene al primo e al secondo stato che avrebbero ovviamente perso, in quanto il numero di componenti del III Stato era superiore.
Il 5 maggio 1789 Versailles, in occasione della nuova convocazione degli Stati Generali, non riuscendo a mettersi d’accordo sul sistema di voto, la borghesia decise di fondare un’Assemblea Costituente con lo scopo di emanare una Costituzione per la Francia (17.06.1789).
Questo gesto è conosciuto come “giuramento della pallacorda”, in quanto avvenne nella sala di Versailles deputata a questo gioco, antenato del tennis.
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