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martedì 24 febbraio 2015

Lo Stato fascista


Giunto al potere, il fascismo non abrogò immediatamente le istituzioni parlamentari tipiche dello Stato liberale. Nel 1924 furono indette le elezioni generali sulla base di una legge (Legge Acerbo) che assicurava i due terzi dei seggi al partito di maggioranza. Le elezioni si svolsero in un clima di intimidazione; il segretario del partito socialista , Matteotti, denunciò brogli e violenze ma , pochi giorni dopo, fu rapito e ucciso; per protesta le opposizioni abbandonarono il Parlamento e si ritirarono sull'Aventino, sperando nell'intervento del re che invece tacque. Mussolini , forte del tacito appoggio del sovrano, nel gennaio 1925 si assunse la "piena responsabilità politica, morale, storica" dell'accaduto e proclamò l'inizio del regime fascista.
Le leggi promulgate nel 1925 (leggi fascistissime) al 1928 eliminarono ogni residuo di libertà individuale, politica, sindacale:
- furono sciolti tutti i partiti, ad eccezione di quello fascista; 
- fu creato un Tribunale speciale per giudicare quanti fossero accusati di antifascismo; 
- furono soppresse le libertà di stampa, di riunione e di associazione; 
- furono sciolti i sindacati che vennero sostituiti dalle corporazioni (che, unendo padroni e lavoratori in un unico organismo, evitavano in pratica ogni conflitto sindacale) Nell'aprile del 1927 fu emanata la "Carta del Lavoro" che confermava e regolava l'ordinamento corporativo;
- furono aboliti i consigli comunali e provinciali, sostituiti da rappresentanti governativi.
Lo Statuto albertino non fu mai abrogato ma perse ogni valore. Il capo del governo era ora responsabile solo davanti al re, i ministri davanti al re e al capo del governo. Le funzioni già spettanti al Parlamento furono assunte dal Gran Consiglio del Fascismo, organo del partito.
Nel contempo l'intervento dello Stato nell'educazione e nella propaganda organizzò il consenso attraverso un rapporto diretto con le masse: si enfatizzò il ruolo di Mussolini (il Duce), le masse furono inquadrate in organizzazioni fasciste fin dall'infanzia (Opera Balilla, Gioventù del Littorio).


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