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mercoledì 27 aprile 2011

Mazzini e il desiderio di libertà

L’indipendenza della Grecia e la liberazione del Sudamerica, dal dominio coloniale spagnolo e portoghese, ridiedero fiducia ai rivoluzionari.
Nel 1830 Parigi insorse e il re in carica, Carlo X, venne sostituito da Luigi Filippo d’Orleans, nominato dal parlamento.
In Italia sostenitore della sollevazione popolare fu il carbonaro Giuseppe Mazzini, che in esilio in Francia fondò “La Giovane Italia”: un’associazione di rivoluzionari che avrebbe dovuto educare il popolo ad agire in prima persona per la conquista della propria libertà.
I primi moti mazziniani ( in Liguria e in Calabria) fallirono, la Giovane Italia si disgregò, ma il suo spirito continuò a vivere nelle successive lotte per la liberazione e unificazione d’Italia.

mercoledì 20 aprile 2011

Le conseguenze del congresso di Vienna

Gli anni successivi al congresso di Vienna furono caratterizzati dagli scontri tra patrioti liberali che chiedevano le libertà scritte nelle costituzioni e l’ aristocrazia conservatrice che si opponeva e sosteneva la restaurazione. In alcuni paesi come l’ Italia, maggiormente frammentati e soggetti al dominio delle grandi potenze europee, la richiesta di una costituzione si unì, come ideale, alla lotta per l’indipendenza dall’occupazione straniera.
I governi conservatori continuarono a incarcerare ed esiliare tutti gli oppositori della restaurazione.
Fu così che i liberali decisero di organizzarsi in società segrete, formate da piccoli gruppi di cospiratori, che si nascondevano per non farsi sorprendere dalla polizia e dalle spie.
In Italia l’associazione segreta più famosa fu la Carboneria: il colore del carbone ricordava “l’oscurità” in cui dovevano rimanere per non essere imprigionati, il carbone inoltre crea “il fuoco” della Rivoluzione.