Nel 1864 i Savoia avevano spostato la capitale a Firenze. Nel 1870, dal momento che i Francesi sconfitti dai Prussiani non avrebbero più potuto difendere il Papa, un reparto di bersaglieri (guidati dal Generale Lamarmora) entrò a Roma dopo aver aperto un varco a Porta Pia (20 settembre).
L'anno dopo si stabilì che lo Stato Vaticano avrebbe posseduto solo una piccola parte di Roma, divenuta capitale del Regno d'Italia.
Il Papa Pio IX scomunicò il Re e "proibì " ai cristiani di partecipare alla vita politica.
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lunedì 16 maggio 2011
mercoledì 27 aprile 2011
Il Risorgimento: la primavera dei popoli (1848)
ROMA - Nel 1846 morì a Roma Gregorio XVI, un papa conservatore, molto amico degli Austriaci e venne eletto Pio IX, che aveva fama di essere più aperto alle idee liberali. Egli infatti liberò alcuni prigionieri politici e concesse la libertà di stampa.
Incoraggiati da queste aperture e dalle ribellioni che s’accendevano in mezza Europa (Parigi, Vienna, Budapest e Berlino), anche i patrioti italiani entrarono in rivolta contro gli Austriaci a Nord e i Borboni a Sud.
PALERMO E NAPOLI - Dopo che Ferdinando II, sovrano del Regno delle Due Sicilie, aveva rifiutato qualunque riforma, Palermo si ribellò (12 gennaio 1848). La rivolta si estese fino a Napoli e il re dovette concedere la Costituzione.
TORINO - Preoccupato che anche in Piemonte ci potessero essere ribellioni, il 4 marzo 1848 il re Carlo Alberto, promulgò a Torino la Costituzione (Statuto Albertino).
VENEZIA -Il 17 marzo 1848, gli operai dell’arsenale, gli studenti , i liberali e i patrioti di Venezia insorsero contro gli occupanti Austriaci.
Liberarono due capi del movimento di liberazione, Daniele Manin e Niccolò Tommaseo, scacciarono le truppe di Radetzky e proclamarono la Repubblica.
MILANO – I patrioti lombardi fecero lo sciopero del tabacco: dal momento che le sigarette erano monopolio austriaco i patrioti decisero di non fumare per danneggiare l’Austria “dominatrice”. Si racconta che per strada ci fossero Austriaci con tre sigari in bocca a provocare i passanti . Si verificarono diversi incidenti e il 18 marzo 1848 gli scontri si trasformarono in rivoluzione.
I Milanesi costruirono barricate e combatterono per cinque giornate, finché Radetzky non lasciò la città.
MODENA E PARMA – In queste città l’insurrezione popolare costringe i rispettivi duchi alla fuga.
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