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martedì 10 maggio 2011

Le conseguenze della prima guerra d'indipendenza

Visto il fallimento della guerra intrapresa da Carlo Alberto, i repubblicani decisero di insorgere.
Venne instaurata la repubblica in Toscana, a Roma (governata da Mazzini e difesa da Garibaldi) e a Venezia.
Ma poco dopo le forze conservatrici europee prevalsero.
Con un colpo di stato Luigi Napoleone Bonaparte (nipote dell'ex-imperatore) prese il controllo della Francia, con il nome di Napoleone III. Quest'ultimo andò subito in soccorso al Papa.
Nel frattempo l'Austria fece cadere la repubblica in Toscana e a Venezia, e Palermo era tornata ai Borboni.

mercoledì 4 maggio 2011

I liberali moderati e Camillo Benso conte di Cavour

I liberali moderati cercavano accordi con i sovrani e puntavano a ottenere costituzioni che allargassero le libertà, in modo da garantire i diritti del popolo accanto a quelli dei monarchi.
Esponente di spicco dei liberali moderati italiani fu Camillo Benso, conte di Cavour.
Lui non voleva un'Italia repubblicana e federale; non sopportava le ingerenze della Chiesa e temeva le rivoluzioni.
La sua azione fu fondamentale per convincere Carlo Alberto a iniziare la guerra contro l'Austria.

La prima guerra d'indipendenza

I liberali moderati convincono il re del Piemonte, Carlo Alberto, ad attaccare l'Austria in difficoltà, per diventare il paladino dell'indipendenza italiana.
Così il 23 marzo 1848 Carlo Alberto dichiara guerra all'Austria: è la prima guerra d'indipendenza.
All'inizio i Piemontesi vincono qualche battaglia, ma poi perdono a Custoza (nelle campagne veronesi) il 25 luglio1848: il Piemonte deve cedere Milano all'Austria.
Il 23 marzo 1849 i Piemontesi, ritornati in guerra, perdono a Novara.
Il giorno dopo, Carlo Alberto lascia il trono al figlio Vittorio Emanuele II, che firma un armistizio con l'Austria.

mercoledì 27 aprile 2011

Il Risorgimento: la primavera dei popoli (1848)

ROMA - Nel 1846 morì a Roma Gregorio XVI,  un papa conservatore, molto amico degli Austriaci e venne eletto Pio IX, che aveva fama di essere più aperto alle idee liberali. Egli infatti liberò alcuni prigionieri politici e concesse la libertà di stampa.
Incoraggiati da queste aperture e dalle ribellioni che s’accendevano in mezza Europa  (Parigi, Vienna, Budapest e Berlino), anche i patrioti italiani entrarono in rivolta contro gli Austriaci a Nord e i Borboni a Sud.
PALERMO E NAPOLI - Dopo che Ferdinando II, sovrano del Regno delle Due Sicilie, aveva rifiutato qualunque riforma, Palermo si ribellò (12 gennaio 1848). La rivolta si estese fino a Napoli e il re dovette concedere la Costituzione.
TORINO - Preoccupato che anche in Piemonte ci potessero essere ribellioni, il 4 marzo 1848 il re Carlo Alberto, promulgò a Torino la Costituzione (Statuto Albertino).
VENEZIA -Il 17 marzo 1848, gli operai dell’arsenale, gli studenti , i liberali e i patrioti di Venezia insorsero contro gli occupanti Austriaci.
Liberarono due capi del movimento di liberazione, Daniele Manin e Niccolò Tommaseo, scacciarono le truppe di Radetzky e proclamarono la Repubblica.
MILANO – I patrioti lombardi fecero lo sciopero del tabacco: dal momento che le sigarette erano monopolio austriaco i patrioti decisero di non fumare per danneggiare l’Austria “dominatrice”. Si racconta che per strada ci fossero Austriaci con tre sigari in bocca a provocare i passanti . Si verificarono diversi incidenti e il 18 marzo 1848 gli scontri si trasformarono in rivoluzione.
I Milanesi costruirono barricate e combatterono per cinque giornate, finché Radetzky non lasciò la città.
MODENA E PARMA – In queste città l’insurrezione popolare costringe i rispettivi duchi alla fuga.