Nel 1860 Cavour riprese la sua carica di primo ministro. Lui spinse le popolazioni insorte in Toscana e in Emilia Romagna a indire dei plebisciti, con cui confermare il loro desiderio di annettersi al Regno dei Savoia.
Per liberare il Sud Italia dai borbonici, Cavour si affidò a Garibaldi, che con 1072 volontari partì dalla Liguria il 4 maggio 1860 alla volta di Marsala in Sicilia: la spedizione dei 1000.
I borbonici vennero sconfitti a Calatafimi e a Milazzo. L'8 agosto Garibaldi sbarcò in Calabria e il 7 settembre entrò vincitore a Napoli.
Cavour, spaventato che Garibaldi potesse invadere lo Stato Pontificio, inviò un esercito per fermarlo e restituire il controllo a Vittorio Emanuele II.
L'incontro tra il re e il generale avvenne a Teano. Garibaldi disse "obbedisco" e si ritirò a Caprera.
Anche il Sud Italia, con dei plebisciti, venne annesso al regno dei Savoia.
Il 17 marzo 1861 il Primo Parlamento Italiano proclamò la nascita del Regno d'Italia, con a capo Vittorio Emanuele II e capitale Torino.
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martedì 10 maggio 2011
Dalla spedizione dei 1000 all'unità d'Italia
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Gli accordi di Plombières (1858)
In politica estera Cavour riuscì a trovare due grandi alleati, la Francia e l'Inghilterra, andando contro la Russia, in occasione della guerra di Crimea (1855).
Nel 1856 al Congresso di Parigi, Cavour sottolineò che una gran parte dell'Italia era ancora sotto gli Austriaci. Fu così che nel 1858 Napoleone III firmò in segreto gli accordi di Plombières: la Francia avrebbe difeso Vittorio Emanuele II da un eventuale attacco austriaco e in caso di vittoria avrebbe avuto Nizza e la Savoia.
Nel 1856 al Congresso di Parigi, Cavour sottolineò che una gran parte dell'Italia era ancora sotto gli Austriaci. Fu così che nel 1858 Napoleone III firmò in segreto gli accordi di Plombières: la Francia avrebbe difeso Vittorio Emanuele II da un eventuale attacco austriaco e in caso di vittoria avrebbe avuto Nizza e la Savoia.
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mercoledì 4 maggio 2011
La prima guerra d'indipendenza
I liberali moderati convincono il re del Piemonte, Carlo Alberto, ad attaccare l'Austria in difficoltà, per diventare il paladino dell'indipendenza italiana.
Così il 23 marzo 1848 Carlo Alberto dichiara guerra all'Austria: è la prima guerra d'indipendenza.
All'inizio i Piemontesi vincono qualche battaglia, ma poi perdono a Custoza (nelle campagne veronesi) il 25 luglio1848: il Piemonte deve cedere Milano all'Austria.
Il 23 marzo 1849 i Piemontesi, ritornati in guerra, perdono a Novara.
Il giorno dopo, Carlo Alberto lascia il trono al figlio Vittorio Emanuele II, che firma un armistizio con l'Austria.
Così il 23 marzo 1848 Carlo Alberto dichiara guerra all'Austria: è la prima guerra d'indipendenza.
All'inizio i Piemontesi vincono qualche battaglia, ma poi perdono a Custoza (nelle campagne veronesi) il 25 luglio1848: il Piemonte deve cedere Milano all'Austria.
Il 23 marzo 1849 i Piemontesi, ritornati in guerra, perdono a Novara.
Il giorno dopo, Carlo Alberto lascia il trono al figlio Vittorio Emanuele II, che firma un armistizio con l'Austria.
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