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mercoledì 30 marzo 2011

La nascita degli Stati Uniti, il primo stato federalista



autori: Sathe Molla e Adis Lutisoski

Si combatte una guerra tra l’esercito di re Giorgio III e l’esercito delle colonie, unite dal desiderio di
diventare indipendenti.
Il 4 luglio 1776 il Congresso Continentale emana la Dichiarazione d’Indipendenza con la quale le colonie s’impegnano a respingere l’Inghilterra. Ad addestrare militarmente i coloni arriva George Washington, che riorganizza le strategie di battaglia. Nel 1781gli inglesi vennero sconfitti a Yorktown, in Virginia.
Le colonie conquistarono la libertà e la Pace di Parigi (1783) sancì l’indipendenza e la sovranità degli Stati Uniti d’America.
Ogni colonia Americana aveva una storia a sé, ma tutte avevano capito che la forza era nata dall’unione con le altre colonie.
Così alla Convenzione di Philadelphia dell’1787 si lavorò alla prima Costituzione federale della storia.
Ogni stato avrebbe difeso i propri interessi nel senato del governo Federale, competente in materia di tassazione, politica estera e commercio.


Il Boston Tea Party

autori: Adis Lutisoski e Sathe Molla

Nel 1773 l’Inghilterra affidò il commercio del tè alla Compagnia delle Indie che lo facevo pagare moltissimo ai coloni del Nord-America. Fu così, che per protesta, il 16 dicembre 1773 alcuni coloni travestiti da pellerossa assalirono 3 navi delle Compagnie delle Indie e gettarono il té in mare.
La madrepatria chiuse il porto di Boston e mandò nelle colonie dei presidi militari. Nel settembre 1774 ci fu il primo Congresso Continentale a cui parteciparono 12 colonie, a Philadelphia.
In quella sede si decise interrompere gli scambi commerciali con la Gran Bretagna.
Giorgio III, re d’ Inghilterra, inviò nuove truppe in America per reprimere la rivolta.

mercoledì 23 marzo 2011

Il rapporto tra Inghilterra e colonie dell’America del Nord

autore:Hodzic Edin

L’economia diversificata delle colonie inglesi in Nord America era frenata dalle imposizioni della Gran Bretagna: le colonie dovevano pagare tasse alla madrepatria e commerciare solo con essa.
I coloni, consapevoli della loro forza economica, stavano diventando sempre più insofferenti nei confronti della Gran Bretagna.
Fu così che John Adams, Thomas Jefferson e altri coloni chiesero al re e al parlamento inglese gli stessi diritti dei cittadini in madrepatria e di decidere autonomamente i tributi da imporre agli Americani.

L’espansione coloniale inglese nel XVIII secolo

autore :Hodzioc Edin

Se i primi possedimenti britannici del Seicento erano stati il frutto di moti spontanei della società inglese, con il XVIII secolo, il flusso delle espansioni divenne una strategia politica del governo inglese.
Questa politica aggressiva si scontrò prima di tutto con i francesi, che però vennero sconfitti e persero gran parte del Canada.
Nel frattempo, in seguito alle esplorazioni dell’Australia ad opera del capitano James Cook , il governo britannico decise di istituire sull’isola delle colonie penali, deportandovi numerosi criminali.
La politica espansionistica inglese allarmò anche la Spagna che dichiarò guerra alla Gran Bretagna nel 1762.
Gli spagnoli in soli quaranta giorni persero l’Avana , nell’isola di Cuba e, alcuni mesi dopo, Manila nelle Filippine.
Le pesanti sconfitte subite costrinsero la Spagna alla resa.

giovedì 17 febbraio 2011

I Padri Pellegrini della Mayflower


autori: Biancon Francesco e Sangion Federica

Nel 1620, 102 pellegrini puritani, i Pilgrim Fathers, giunsero in America a bordo di una nave, la Mayflower. Erano Olandesi e Inglesi. Giunti in America fondarono i primi nuclei della nuova Inghilterra, la città di Plymouth e Salem nell’attuale Massachusetts.
A bordo della Mayflower i padri pellegrini avevano firmato un accordo, il Mayflower Compact, che stabiliva le leggi della comunità, basate sulla semplicità dei costumi e su severe regole di comportamento: i Puritani non sopportavano il lusso, i balli, i giochi; preferivano essere frugali e laboriosi.
La loro società dava una grande importanza alla religione e all’istruzione; rifiutava invece ogni gerarchia religiosa e ogni ingerenza delle autorità civili sulla chiesa. Tuttavia, talvolta il grande rigore si trasformò in fanatismo: ne fecero le spese soprattutto le donne molte delle quali vennero accusate di stregoneria.

Le colonie inglesi in America del Nord


autori: Eva Brasolin, Sadija Mustafoska, Alessia Benatelli e Baso Francesco 

Gli Inglesi decidono di colonizzare il Nord America; dal momento che il Sud America è occupato da Spagnoli e Portoghesi.
Sulla cosa orientale vengono fondate le prime 13 colonie inglesi. Nelle colonie più meridionali furono create grandi piantioni di tabacco e cotone. La maggior parte della manodopera di queste piantagioni era costituita da schiavi africani.
A causa dell’aumento demografico, i coloni inglesi si spostano poi verso Ovest (WEST).
In questo spostamento si trovano a scontrarsi con gli indigeni chiamati “ pellerossa”, perché si cospargevano di ocra rossa per difendersi dagli insetti. I pellerossa vennero sterminati.