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venerdì 22 maggio 2015

Il muro di Berlino ed i missili di Cuba



Verso la fine degli anni cinquanta la corsa agli armamenti rinvigorì la tensione tra i blocchi che si acuì in due episodi specifici. Nel 1961, infatti, fu eretto il muro di Berlino che divenne il simbolo della Guerra Fredda, mentre nel 1962 si sfiorò lo scoppio della guerra nucleare, quando l'URSS installò a Cuba dei missili orientati verso il territorio statunitense, ma per fortuna cedette dopo che gli USA, nella persona del presidente Kennedy, imposero il blocco navale all'isola.
A seguito della crisi cubana le superpotenze, entrambe provate da avvenimenti che ne ridimensionarono l'influenza ( l'Urss ruppe l'alleanza con la Cina maoista e fronteggiò la rivolta della primavera di Praga nel 1969, mentre gli USA furono impegnati e sconfitti nella guerra del Vietnam) capirono di poter evitare lo scontro diretto e di poter iniziare una coesistenza competitiva.

sabato 16 maggio 2015

La divisione del mondo in blocchi contrapposti


L'avvento del comunismo in Russia nel 1917 e formazione dell' Unione Sovietica destarono non poche preoccupazioni tra le nazioni occidentali, che s'interessarono alle successive vicende del paese appoggiando le Armate controrivoluzionarie in lotta con i bolscevichi. L'Unione Sovietica venne isolata diplomaticamente fino a quando entrò a far parte delle potenze che si opponevano al nazifascismo. Quando le truppe dell'Armata Rossa liberarono i paesi dell'Europa orientale dai tedeschi, la sfera d'influenza sovietica si allargò modificando i precedenti equilibri.
Gli Stati Uniti cambiarono atteggiamento soprattutto quando al presidente Roosevelt successe Truman che nel 1947 enunciò l'omonima dottrina (dottrina Truman) con la quale intendeva contenere il pericolo sovietico, inviando aiuti economici alle nazioni particolarmente sensibili alla propaganda comunista.
La politica interna degli USA risentiva, in quegli anni, di questa contrapposizione di due blocchi, incarnata dalla lotta al comunismo, tanto che fu inaugurato il cosiddetto maccarthismo (dal nome del senatore McCarthy) che consisteva in una serie di campagne di denuncia del comunismo.
In politica estera, invece, nell'estate del 1948 fu  avviato il piano Marshall che prevedeva un piano quadriennale di aiuti economici per oltre tredici miliardi di dollari destinati alla ricostruzione dell'economia e del sistema produttivo dell'Europa Occidentale (compresa la Germania dell'Ovest) e la creazione della NATO (1949), il sistema integrato di difesa militare della regione euroatlantica, che coordinava le forze armate delle principali nazione europee, degli USA e del Canada, per garantire la difesa collettiva nell'eventualità di un attacco dell'URSS e dei suoi alleati.
Iniziava così un periodo di tensione detto Guerra Fredda in cui il mondo era diviso in due blocchi: il blocco delle democrazie attorno agli Stati Uniti contrapposto al blocco comunista raccolto attorno all'URSS. Gli eventi che ampliarono la portata della Guerra Fredda furono l'esplosione della prima bomba atomica sovietica (che poneva fine al monopolio atomico statunitense) ed il successo in Cina della rivoluzione comunista guidata da Mao che diede vita alla Repubblica Popolare Cinese (1949).
Nella zona asiatica il conflitto raggiunse la sua prima grave crisi quando il regime comunista della Corea del Nord invase la Corea del Sud nell'estate del 1950, dando inizio alla guerra di Corea, nella quale intervenne una forza internazionale, patrocinata dalle Nazioni Unite, ma nei fatti capeggiata dagli Stati Uniti, che frenò l'avanzata nordcoreana e ristabilì il precedente ordine dopo un sanguinoso conflitto durato tre anni.
Nel 1955 lo schieramento dei due blocchi si consolidò con l'ingresso della Germania federale nella NATO e con la creazione del patto di Varsavia ad opera del blocco comunista. Nel frattempo, però,  si era creato il terzo blocco: i paesi non allineati che decisero di non entrare nello scontro tra USA e URSS.

lunedì 11 maggio 2015

Tangentopoli e la nascita della "Seconda repubblica"


Il crollo dei regimi dell'Europa orientale (crollo del muro di Berlino) nel 1989 accelerò i processi di cambiamento della politica: mentre il Partito comunista mutava il nome in Partito democratico della sinistra, le inchieste della Procura della Repubblica di Milano (Mani pulite) portarono alla luce gravi degenerazioni del sistema politico (Tangentopoli). Uno dopo l'altro, i partiti che avevano caratterizzato quasi cinquant'anni di vita politica italiana furono travolti da scandali e inchieste e scomparirono, lasciando il posto a nuovi soggetti politici (Forza Italia, Lega Nord, Alleanza nazionale, Rifondazione comunista), cosicché si iniziò a usare l'espressione "seconda repubblica" per sottolineare tale svolta politica.
Le elezioni del 1994 videro l'affermazione di Forza Italia, un movimento promosso da Silvio Berlusconi allo scopo di opporsi alla possibile affermazione delle sinistre.
I successivi appuntamenti elettorali hanno visto un alternasi delle due coalizioni al governo del Paese:
-nell'aprile del 1996, le elezioni videro l'affermazione della coalizione di centrosinistra dell'Ulivo. In tale legislatura, l'Italia aderì alla moneta unica europea (introdotto nel 1999, l'euro ha iniziato a circolare fisicamente nel 2002);
-con le elezioni politiche del maggio 2001 la Casa delle Libertà (centrodestra) tornò al governo del Paese e vi rimase fino al 2006, quando nuove elezioni diedero la maggioranza al centrosinistra;
-le elezioni del maggio 2008 hanno visto di nuovo l'affermazione del centrodestra.

Gli anni del pentapartito (anni Ottanta)


Sul piano politico si assiste ad un ritorno alla formula del centrosinistra: la formula del pentapartito era incentrata sull'alleanza tra Dc e PSI (segretario Bettino Craxi) cui si allearono socialdemocratici, repubblicani e liberali. Il pentapartito dominò la scena politica italiana fino al 1992, cioè fino all'anno della crisi e del disfacimento del sistema dei pariti: si succedettero sette governi, tutti caratterizzati dall'altissima conflittualità interna, che non seppero affrontare i problemi del paese: spesa pubblica improduttiva, evasione fiscale, criminalità organizzata, inefficienza degli apparati pubblici.

mercoledì 6 maggio 2015

L'autunno caldo e gli anni di piombo




I numerosi segnali di crisi sociale, conseguenza della rapida trasformazione dell'Italia e delle insufficienti riforme, vennero alla luce con la contestazione del Sessantotto: dapprima esplose la contestazione studentesca e giovanile cui  fece seguito quella operaia (autunno caldo). In questo clima di alta tensione, infatti, il movimento sindacale, all'apice della sua forza, si fece portavoce di richieste non più limitate esclusivamente alle rivendicazioni salariali o a problemi specifici del mondo del lavoro, ma chiese l'attuazione di quelle riforme radicali che i governi di centrosinistra non aveva avuto la forza di realizzare. La risposta della classe politica a tali richieste non fu adeguata, mentre servizi segreti, gruppi di potere, movimenti neofascisti arrivarono a pianificare pratiche eversive e  golpiste (la strategia della tensione) cui corrisposero fenomeni di terrorismo armato da parte di gruppi extra-parlamentari di estrema sinistra (Brigate Rosse): furono i cosiddetti anni di piombo. Nel 1978 le BR giunsero a rapire e uccidere Aldo Moro, il presidente della DC che stava promuovendo la convergenza delle forze cattoliche con quelle comuniste (compromesso storico).
Sul piano economico, le crisi petrolifere (1973-1974) si sommarono ai difetti strutturali dell'economia italiana determinando scarsità di investimenti, stagflazione (alta inflazione sommata ad alti tassi di disoccupazione), deficit della bilancia dei pagamenti.

martedì 5 maggio 2015

Il centrosinistra (anni Sessanta)


Da un punto di vista politico, gli anni Sessanta videro il tramonto del modello centrista: a partire dal 1963 ebbe inizio l'era del centrosinistra, cioè l'alleanza tra Dc e Psi. Soprattutto i primi governi di centrosinistra si caratterizzarono per la realizzazione di alcune delle grandi riforme care ai socialisti (nazionalizzazione dell'industria dell'energia elettrica con la nascita dell'Enel; riforma della scuola, con la realizzazione della scuola media unica e l'estensione a 14 anni alla frequenza obbligatorio). Restavano però aperti i  problemi storici del paese: il mancato sviluppo del Sud, l'arretratezza all'apparato burocratico e dell'organizzazione dello Stato.
Nel 1963 la crescita dell'economia italiana subì una battuta d'arresto; tra il 1966 e il 1968 la produttività riprese a crescere più rapidamente dei salari, ma il ritmo di sviluppo fu più lento che nel passato e la ripresa fu passeggera. 

lunedì 4 maggio 2015

Gli anni del miracolo economico (1951-1961)


Negli anni Cinquanta l'Italia cambiò volto e si trasformò da paese prevalentemente agricolo in paese industriale, grazie a uno sviluppo economico intenso, che si fece impetuoso verso la fine del decennio. In questi anni il prodotto nazionale lordo crebbe a un tasso annuo del 5,3% e il reddito pro capite giunse quasi a raddoppiare.
Anche in questi anni la crescita fu concentrata nel triangolo industriale (Milano, Torino Genova) verso cui si diressero le forze di lavoro in esubero provenienti dal Meridione. Questo flusso migratorio andò a sommarsi a quello verso i paesi più industrializzati dell'Europa nordoccidetale (Francia, Belgio, Germania, Svizzera), impoverendo il Mezzogiorno dal punto di vista delle risorse umane, ma permettendo un considerevole afflusso di denaro sotto forma di rimesse dall'estero e dal Nord.
Per quanto riguarda la politica economica, i governi centristi:
-misero in atto (1950), una riforma agraria, con l'obiettivo di rafforzare il ceto dei contadini indipendenti (tale riforma non riuscì però a contenere il fenomeno della migrazione dalle campagne); 
-venne istituita (agosto 1950) la Cassa per il Mezzogiorno, un ente pubblico incaricato di promuovere lo sviluppo del Sud attraverso il finanziamento statale e il credito agevolato; 
-nel 1953 fu creato l'ENI con il compito di ricercare, raffinare e trasportare il petrolio;
-venne creato (1956) il Ministero delle Partecipazioni statali, per coordinare le aziende di Stato; 
-nel 1955 il Ministro delle finanze Vanoni presentò un piano decennale per lo sviluppo economico ce si proponeva il raggiungimento di tre obiettivi: l'assorbimento della disoccupazione, l'eliminazione progressiva del divario tra Nord e Sud, il pareggio della bilancia dei pagamenti.