PER LA STAMPA
Per poter risparmiare inchiostro nell'eventuale stampa si suggerisce l'utilizzo del software BLOCCO NOTE / NOTE PAD, accessibile dal desktop del pc con la seguente procedura:
START
TUTTI I PROGRAMMI
ACCESSORI
BLOCCO NOTE / NOTE PAD.
Una volta aperto il documento, selezionare la porzione di testo del blog che si desidera copiare, copiare e incollare nel documento.
Visualizzazione post con etichetta ugonotti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ugonotti. Mostra tutti i post

venerdì 7 gennaio 2011

Luigi XIV: Re Sole


Alla morte di Luigi XIII, suo figlio Luigi XIV è ancora minorenne, quindi il governo viene retto dal primo ministro il cardinale Giulio Mazzarino che riesce a sanare le rivolte nate dall’instabilità del trono (fronde). Alla morte di Mazzarino  Luigi XIV decide di governare da solo (assolutismo), dal momento che a suo avviso questo potere gli è stato dato da Dio. Luigi chiama come suo unico aiutante Colbert, in qualità di direttore dell’amministrazione, per sanare  le finanze. Colbert troverà il modo di far pagare più tasse ai ricchi, imponendo prezzi superiori sui beni di lusso. Luigi XIV cerca di annullare le libertà religiose, revocando l’Editto di Nantes e facendo chiudere i templi calvinisti. Inoltre lui promette dei premi a chi si converte al cattolicesimo e impedisce di avere cariche pubbliche agli ugonotti. Luigi XIV tenta di fondare una chiesa gallicana che riconosce il Papa solo come figura di potere spirituale. Così facendo  lui avrebbe potuto scegliere i vescovi. Ma alla fine ci rinuncia per non trovarsi contro le potenze cattoliche.

La Francia dopo Enrico IV


autori: Diego Scala e Cinganotto Gilda

Nel 1610 Enrico IV é stato assassinato da un fanatico religioso.
Il trono viene affidato a Maria De Medici la vedova, perché il figlio, Luigi XIII, ha solo 9 anni.
La monarchia vacilla:
  • i nobili cercano di recuperare privilegi
  • i poveri si ribellano
  • gli ugonotti si considerano indipendenti
La situazione viene risolta dal cardinale Richelieu che seda i nobili e i poveri con la violenza, per quanto riguarda gli ugonotti assedia la Rochelle, convincendoli a rinunciare ai oro privilegi militari. Inoltre per aver maggior controllo sullo stato, vengono disseminati sul territorio dei funzionari che rendono esecutivi gli ordini del re: gli intendenti.

giovedì 6 gennaio 2011

Gli Ugonotti ne "Il visconte dimezzato " di Italo Calvino

consigliato da Brasolin Tatiana e Teso Martina

"Il visconte dimezzato", di Italo Calvino (Oscar Mondadori, pp.91, Euro 7,40)
Il visconte Medardo di Terralba si arruola nell’esercito cristiano per combattere in Boemia contro i Turchi, accompagnato dal fedele scudiero Curzio. Inesperto della guerra, due giorni dopo, nel campo,dove ferve la battaglia, si mette davanti alla bocca di un cannone con la spada sguainata, pensando di intimorire i Turchi, ma viene colpito in pieno e diviso in due.Sul carro che trasporta i feriti viene messa la parte destra del visconte che, portata in ospedale, curata e guarita, viene dimessa perché torni a casa.Così la metà sopravvissuta del visconte torna a Terralba, ma, poiché a salvarsi è stata la parte malvagia, nelle sue terre si instaura un clima di terrore. Muore il padre ed egli diventa padrone di tutti i possedimenti e, con ferocia inaudita,  uccide o mutila decine di persone e dimezza tutto ciò che trova sulla sua strada. Manda la sua balia a Pratofungo, il paese dei lebbrosi e  tenta di uccidere il nipote (il narratore), figlio illegittimo di sua sorella. Da mastro Pietrochiodo fa costruire macchine moderne per uccidere i cittadini che non fanno ciò che lui vuole e terrorizza gli Ugonotti.Questi erano scappati dalla Francia dove il re faceva tagliare a pezzi tutti quelli che seguivano la loro religione. Nella traversata delle montagne avevano perduto i loro libri e i loro oggetti sacri, e ora non avevano più né Bibbia da leggere, né messa da dire, né inni da cantare, né preghiere da recitare. Si erano messi a coltivare le dure terre di Col Gerbido, e si sfiancavano a lavorare, maschi e femmine da prima dell’alba a dopo il tramonto, nella speranza che la Grazia li illuminasse. Ricordando confusamente le dispute della loro chiesa, si astenevano dal nominare Dio e ogni altra espressione religiosa, per paura di parlarne in modo sacrilego.  
Ma un giorno a Terralba ritorna la parte sinistra del Visconte, quella buona, sopravvissuta grazie alle cure di un eremita: nel paese scoppia il caos...l'antidoto di tutto sarà L'AMORE!


"Ma già le navi stavano scomparendo all'orizzonte e io rimasi qui, in questo mondo pieno di responsabilità e di fuochi fatui." (1951)

Enrico di Borbone: "Parigi val bene una messa"

 

autori: Alberto Sclip e Vittoria Castellani


In Francia c'erano continue lotte tra cattolici e ugonotti ( protestanti calvinisti), capeggiati da Enrico di Borbone.
Il re Enrico III, persa la fiducia negli alleati cattolici dopo la sconfitta dell’Invincibile Armada, in punto di morte decise di cedere il trono a Enrico di Borbone, a patto che si convertisse al cattolicesimo.
Lui si convertì, diventando re di Francia con il nome di Enrico IV. Quest'ulttimo nel 1598 emanò l’editto di Nantes grazie al quale gli ugonotti non sarebbero più stati perseguitati per la loro fede.