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venerdì 27 marzo 2015

Le tappe della politica di aggressione della Germania nazista



1936: Hitler occupa la Renania e denuncia gli accordi sul disarmo. Firma l'Asse Roma-Berlino
1938: Annessione dell'Austria alla Germania. Rivendicazioni tedesche sulla Cecoslovacchia. Conferenza di Monaco tra Hitler  e le democrazie occidentali, le quali sperano di aver placato la Germania con la cessione dei Sudeti.
1939: In marzo Hitler occupa la Boemia e la Moravia , dando vita ad un Protettorato incluso nel Reich. La  Slovacchia  si proclama indipendente sotto  tutela tedesca. Hitler rivendica il possesso di Danzica e il "corridoio di Danzica" (la striscia di territorio che il trattato di Versailles aveva assegnato come sbocco sul Baltico alla Polonia e che divideva la Prussia orientale dal resto della Germania)
Nell'aprile 1939 l'Italia occupa il  Regno di Albania. In maggio, firma del Patto d'acciaio (alleanza militare) tra Italia e Germania.
In agosto, i ministri degli Esteri di Germania e Urss firmano un patto di non aggressione fra i due paesi. L'Urss ottiene, tramite un patto segreto, un riconoscimento delle sue mire sugli Stati baltici, sulla Romania e sulla Polonia, di cui si prevedeva la spartizione.
In settembre i tedeschi invadono la Polonia.

Le cause della Seconda Guerra Mondiale


Il I settembre 1939, le truppe tedesche invasero la Polonia. Due giorni dopo Gran Bretagna e Francia dichiararono guerra alla Germania: ebbe inizio in tal modo la Seconda Guerra Mondiale.
Le principali cause che portarono allo scoppio del conflitto possono essere così riassunte:
- la politica di espansione della Germania nazista, decisa a riconquistare una posizione di predominio dopo le umiliazioni subite con il trattato di Versailles;
- la debolezza con cui le democrazie occidentali affrontarono Hitler; pur di evitare un conflitto, Francia e Inghilterra accettarono in modo passivo l'espansione territoriale e il riarmo della Germania nazista;
- l'incapacità della Società delle nazioni di affrontare le grandi crisi internazionali; 
- le spinte nazionaliste e imperialiste dell'Italia fascista; 
- nel Pacifico , la politica imperialista del Giappone.
Al momento dello scoppio della guerra, la situazione delle alleanze era la seguente:
- nell'aprile 1939 Regno Unito, Francia e Polonia avevano stipulato un'alleanza militare formale contro le mire espansionistiche naziste; 
-la Germania era unita all'Italia da un'alleanza già dal 1936; il 22 maggio 1939 , le due nazioni stipularono il Patto d'Acciaio, con cui veniva sancita l'alleanza politica e militare. Il testo dell'accordo impegnava i contraenti a intervenire automaticamente in un conflitto che vedesse coinvolto l'alleato; 
- la Germania aveva inoltre stipulato (agosto 1939) un patto di non aggressione con  l'URSS (patto Molotov- Von Ribbentrop).
In appena tre settimane , le truppe naziste ebbero la meglio sulla Polonia (che nel frattempo veniva anche attaccata alle spalle dall'URSS di Stalin).
Nonostante avesse firmato il Patto d'acciaio, l'Italia proclamò la non-belligeranza, dichiarando all'alleato nazista di essere militarmente impreparata.

La Guerra civile spagnola


Nel 1936 le elezioni spagnole furono vinte dal Fronte popolare che si accingeva a governare la repubblica democratica, quando i militari ed il partito della Falange (di stampo fascista) capeggiati da Francisco Franco si ribellarono ed entrarono in rivolta scatenando una guerra civile nella quale intervennero Mussolini ed Hitler mentre Francia e Inghilterra preferirono mantenersi neutrali. 
La guerra terminò nel 1939 con il trionfo della dittatura franchista in Spagna.
IL regime di Franco era reazionario. Nel 1940 fu creato il Sindicato Vertical con l'intento di azzerare la lotta di classe, in quanto raggruppava lavoratori e proprietari terrieri secondo le idee dello stato  corporativo.
Altro elemento che classificava il franchismo come regime totalitario era il forte uso della censura che colpiva tutte le manifestazioni artistiche e culturali. Inoltre il franchismo era permeato di nazionalismo tanto che furono vietate tutte le manifestazioni della cultura regionali, prima fra tutte l'utilizzo delle lingue che non fossero il castigliano.

domenica 8 marzo 2015

Giappone e Cina


Il Giappone assunse con Italia e Germania una comune posizione internazionale.
Il Giappone del primo dopoguerra iniziò una fase di grande sviluppo industriale, contemporaneamente la regione cinese fu teatro di una rivoluzione nazionalista che riuscì a unificare il territorio e proclamare la repubblica. Il Giappone preoccupato di avere un vicino così grande e potenzialmente forte invase la Manciuria (1931).
La Cina, infatti, aveva assunto un'importanza vitale per lo sviluppo del capitalismo giapponese, come fornitrice di materie prime per l'industria pesante e come principale mercato di esportazione. Proprio contro le tendenze imperialistiche del capitalismo giapponese e contro le fazioni militari che lo appoggiavano in Cina si rivolse il vasto movimento nazionalista e democratico il Fronte di resistenza antigiapponese. Il Guomindang di Chiang Kai-Shek smise la politica di repressione del Partito comunista cinese e si concentrò sul conflitto con il Giappone. Il Guomindang (o Kuomintang) era il Partito nazionalista cinese costituito nel 1912.



L'ascesa e il consolidamento del nazismo


Il crollo dell'equilibrio creato dalla Repubblica di Weimar fu terreno fertile per l'ascesa di Adolf Hitler e del suo movimento politico: il nazismo.
Il nazismo era rappresentato politicamente dal Partito nazionalsocialista dei lavoratori, fondato nel 1920 dallo stesso Hitler. L'ideologia nazionalsocialista si basava sull'idea nazista della superiorità della razza tedesca (ariana) e su un radicale nazionalismo, però guardava alle masse propugnando una riduzione degli squilibri sociali. La caratteristica principale del nazismo, che lo rende un tipico esempio di totalitarismo, è l'organizzazione del movimento attorno alla figura del Fuhrer, il capo carismatico. Un primo tentativo di rivoluzione nazista si ebbe con il putsch di Monaco (1923), che fu facilmente sedato e dopo il quale il partito decise di abbandonare la via rivoluzionaria, per tentare quella parlamentare, tanto da vincere le elezioni nel 1932.
Divenuto cancelliere, il 28 febbraio del 1933 Hitler approfittò dell'incendio del Reichstag (il Parlamento), di cui accusò i comunisti, ed emanò le prime leggi che soppressero le libertà civili e ogni forma di opposizione politica. Una volta sciolto il Parlamento i nazisti ebbero la maggioranza, ed il 23 marzo Hitler si faceva attribuire i pieni poteri.
Il 26 aprile 1933 nacque la GESTAPO (polizia segreta), la quale insieme alle SA (Sezioni d'Assalto), attuò una terribile repressione; il 14 luglio dello stesso anno il partito nazionalsocialista divenne l'unico consentito. Il 30 giugno 1934 su ordine di Hitler , Himmler e le SS massacrarono Rohm e i vertici delle SA, sospettati di cospirazione ai danni del potere centrale (la notte dei lunghi coltelli). Il 2 agosto 1934 Hitler si investì della carica di presidente e primo ministro, consolidando definitivamente la dittatura.


Il regime nazista travalicò, poi, ogni bruttura possibile di qualsiasi regime totalitario emanando, il 15 settembre 1935, le leggi di Norimberga, che tolsero agli ebrei ogni diritto politico, proibendo anche i matrimoni misti, al fine di tutelare la purezza della popolazione di razza ariana; ma la persecuzione vera e propria cominciò il 9 novembre 1938, quando, per vendicare l'uccisione, avvenuta a Parigi, di un diplomatico tedesco, per mano di un dissidente ebreo, furono distrutti negozi, case, sinagoghe, profanati cimiteri, sterminate intere famiglie (la notte dei cristalli).

L'URSS


Dopo la rivoluzione e l'uscita dalla Prima guerra mondiale Lenin guidò la Russia verso la dittatura marxista del proletariato.
Per affrontare la difficile situazione economica in cui versava la Russia in quegli anni Lenin adottò il comunismo di guerra, cioè una politica economica che comportava la suddivisione delle proprietà terriere e la confisca dei surplus agricoli, che però fu molto impopolare tra le masse (soprattutto contadine) tanto da ridurre Lenin a cambiare rotta istituendo la Nuova Politica Economica (NEP) con la quale lo Stato permetteva l'esistenza di un mercato limitato. Vennero consentite piccole imprese private, la possibilità di assumere manodopera e la possibilità per investitori esteri di partecipare ad alcune attività economiche.
Alla morte di Lenin, però, il potere finì nelle mani di Stalin che nel 1922 era stato eletto segretario generale del Pcus, una carica organizzativa che permetteva di controllare l'intero apparato del partito e, attraverso di esso, del governo. Quando Lenin si ammalò , Stalin formò un "triumvirato" con Zinov'ev e Kamenev per contrastare Lev Trotzkij col quale era già entrato in contrasto. Dopo la morte di Lenin il "triumvirato" tenne nascosto il testamento del capo del partito in cui si suggeriva di rimuovere Stalin dalla carica di segretario del Pcus. Nel 1924 Stalin formulò la teoria del "socialismo di un paese solo" con la quale si abbandonava l'internazionalismo e si alimentava il sentimento nazionalista. Tra il 1925 e il 1927 sconfisse l'opposizione di Trotzkij, cui si erano uniti Zinov'ev e Kamenev, espellendoli dal partito.
Il periodo stalinista fu caratterizzato da:
  • l'industrializzazione forzata del paese;
  • la collettivizzazione forzata delle campagne.
Dal punto di vista delle libertà personali Stalin le ridusse al minimo e di quel regime sono passate alla storia le grandi epurazioni con le quali combattevano l'opposizione. Furono dati poteri sempre più grandi alla polizia politica, facendo nascere, così un sistema dittatoriale(stalinismo).
Nel 1927 Stalin abbandonò la NEP e passò all'economia pianificata dei Piani Quinquennali, per avviare l'economia socialista a un'industrializzazione accelerata.


venerdì 6 marzo 2015

La nascita di una nuova forma di Stato: il totalitarismo


Con il termine totalitarismo si indica la forma di governo diffusasi  agli inizi del Novecento in concomitanza con l'avvento della società di massa e lo sviluppo della tecnica (elemento essenziale per esercitare il dominio assoluto sulle masse).
Nei regimi totalitari il singolo individuo esiste solo se si conforma all'ideologia del partito unico che è al potere e si identifica con lo Stato.
Può dirsi in sintesi che il totalitarismo si caratterizza per:
-ruolo dominate del partito unico (assenza di pluralismo);
-presenza di un'ideologia rigida che legittima il potere del partito unico;
-penetrazione ideologica della vita comune in tutta la popolazione attuata tramite delle organizzazioni collaterali e subordinate al partito (associazioni giovanili, sindacati...) che mobilitano continuamente le masse;
-élite di potere al vertice del partito ;
-uso del potere senza limiti prevedibili e sanzionabili.
L'elemento che distingue un totalitarismo dalla più ampia categoria dei regimi autoritari è la presenza di un'ideologia su cui il totalitarismo stesso si fonda e che è finalizzata a far presa sulla società  civile in maniera pervasiva e totalizzante.